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Morire di freddo a Roma. Nell’indifferenza della politica

Dormiva su una panchina a Tor Marancia. Nella stessa zona altre 600 persone rischiano di finire in strada a causa degli sgomberi

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 3 Gen. 2019 alle 15:41 Aggiornato il 3 Gen. 2019 alle 15:43
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Immagine di copertina

Il freddo uccide un clochard a Roma. Nell’indifferenza di tutti.

Il nuovo anno comincia con un freddo polare e allerta meteo. I primi a risentirne sono le persone senza fissa dimora.

Morire da clochard – Aveva 50 anni, polacco. Lo hanno trovato riverso, livido per il gelo in piazza Lotto, una gigantesca rotatoria che non è mai diventata neppure un giardinetto. Un uomo senza vita, a un passo dalle altalene per i bambini.

Quartiere difficile – In questo quartiere popolare un tempo quelli dell’Est, i senza fissa dimora, spesso manovali per due lire, trovavano rifugio nel parco di Tor Marancia, che si affaccia e confina con l’Appia Antica. Avevano catapecchie di lamiera, di notte si vedevano piccoli falò. Così cucinavano, così si scaldavano. Poi furono sgomberati dall’allora sindaco Alemanno.

Gli sgomberi Raggi – E sotto sgombero sono anche le 600 persone che abitano dal 2013 in via del Caravaggio, venti metri da piazza Lotto. Vivono con l’incubo di essere sbattute in strada, per letto una panchina. Tanto che il presidente dell’VII Municipio. Amedeo Ciaccheri, nei giorni scorsi, li ha voluti incontrare.

Il piano freddo che non c’è – La temperatura andrà sotto lo zero nei prossimi giorni. E la sindaca Raggi non ha ancora predisposto un piano freddo per i senzatetto. L’uomo polacco non è sopravvissuto. E nessuno è andato a portargli un fiore.

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