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Vicenza, dimesso due volte dall’ospedale, bambino di 3 anni muore: “Gli hanno dato solo acqua e zucchero”

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 1 Ago. 2019 alle 12:12
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Immagine di copertina

Bambino morto dopo due dimissioni ospedale Vicenza

Un bambino di 3 anni è morto a Valli del Pasubio, nel vicentino, dopo essere stato ricoverato due volte in ospedale. Il piccolo aveva dei forti dolori alla pancia. Per due volte è stato portato in ospedale ed è sempre stato dimesso, ma nella notte di lunedì è deceduto.

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Secondo quanto raccontano i genitori, non gli sono stati fatti i dovuti accertamenti.

“Nessun esame, gli hanno prescritto solo acqua e zucchero”. Solo al secondo ricovero i medici si sono accorti che il bimbo era diabetico.

“Era un bimbo sano come la maggior parte dei suoi coetanei. Lunedì mattina stava bene”, racconta la mamma al Corriere della Sera, “poi all’una ha cominciato ad accusare dolori alla pancia”. E di conseguenza la prima corsa in ospedale.

Al pronto soccorso del nosocomio di Santorso (Vicenza), “il medico lo ha visto pallido, ci ha detto che era disidratato e che sarebbe bastata un po’ di acqua e zucchero”. Il bimbo aveva la febbre e per questo gli era stata data della tachipirina. Ma nessun esame del sangue.

La famiglia e il bambino tornano a casa ma la situazione non migliora, decidono quindi di ritornare nella notte in ospedale. Questa volta vengono fatti gli esami ematici e scoprono il diabete. Per il bimbo ormai è tardi, il suo sangue è troppo denso e muore poco dopo.

Il pubblico ministero di Vicenza ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo e disposto l’autopsia per chiarire cosa è accaduto e incaricato i carabinieri di acquisire le cartelle cliniche. Un medico risulta indagato.

I genitori vogliono semplicemente la verità :“Avrebbero potuto fare qualche esame in più, magari così sarebbe emerso qualche valore fuori scala, qualche campanello d’allarme. Invece non gli è stato fatto nessun prelievo di sangue, non gli è stata misurata la pressione, né la glicemia. Non l’hanno neppure trattenuto una mezz’ora in osservazione, giusto per capire come si evolveva la sua situazione”.

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