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I giovani migranti non accompagnati costretti a prostituirsi per attraversare la frontiera di Ventimiglia

Immagine di copertina
Credit: Save The Children

La denuncia arriva da Save the Children nell'ultimo rapporto "Piccoli Schiavi invisibili"

Migliaia sono i bambini e gli adolescenti non accompagnati che transitano nei paesi dell’Ue per raggiungere il Nord Europa. Molti di loro hanno l’obiettivo di ricongiungersi con i familiari.

Come emerge dal rapporto di Save the Children “Piccoli schiavi invisibili”, sono enormi gli abusi che i minori non accompagnati si trovano a fronteggiare, in particolare negli hub transfrontalieri al confine tra Italia e Francia, Austria e Svizzera. Si tratta, ad oggi della principale area di transito dei giovani migranti.

“La mancanza di percorsi sicuri e legali per i bambini rifugiati e migranti sta contribuendo ad alimentare lo smuggling, esponendo i minori a varie forme di abuso e sfruttamento tra cui il survival sex, ossia prostituirsi per far fronte a un bisogno estremo di sopravvivenza”, si legge nel rapporto.

Il flusso dei minori in transito attraverso l’Italia verso il Nord Europa, difficilmente quantificabile.

Tra i minori in transito il gruppo più esposto ad abusi e sfruttamento è quello delle minorenni provenienti dal Corno d’Africa.

Secondo Save the Children, la frontiera Nord, e nello specifico Ventimiglia, via d’accesso verso la Francia, emerge come l’hub più critico.

In città ci sarebbero oltre 500 migranti in transito.

I dati diffusi dalla Caritas Diocesana di Ventimiglia e Sanremo rilevano che nei primi 15 giorni di gennaio 2018 sono stati registrati oltre 600 migranti in movimento.

La maggioranza dei minori stranieri vuole proseguire autonomamente il viaggio verso nord, senza entrare nel circuito dell’accoglienza italiano.

D’altro canto, il sistema di accoglienza per minori è profondamente inadeguato.

Nella città di Ventimiglia è presente una sola comunità per minori con 12 posti ed è stata attivata una convenzione con un CAS per adulti che può accogliere un numero massimo di 10 minori per un periodo non superiore ai 7 giorni.

In tutta la Liguria a dicembre 2017 risultavano accolti 257 minori soli.

Da quando ad agosto del 2017 è stato chiuso il ricovero informale presso la chiesa di Sant’Antonio alle Gianchette, i minori migranti, hanno dormito per mesi lungo l’argine del fiume Roja e sotto il cavalcavia o il ponte ferroviario che attraversano il fiume.

Per mesi i minori hanno vissuto nel degrado estremo, in alloggi di fortuna, usando l’acqua del fiume per bere o lavarsi.

Diverse organizzazioni, tra cui Intersos, hanno segnalato come molte ragazze, soprattutto del Corno d’Africa, si prostituiscano lungo il fiume anche per guadagnare i soldi necessari ad attraversare la frontiera.

“Sul territorio di Ventimiglia il fenomeno della tratta è radicato ed è ampiamente noto alle autorità competenti. Ventimiglia è stata ed è tutt’ora non solo tappa per la continuazione del viaggio e dello sfruttamento, ma anche città di reclutamento di donne magari fino ad allora non sfruttate”, spiega Intersos.

“Molte di loro vengono portate sotto il ponte, in capanne poco visibili perché situate in una zona più nascosta rispetto all’area di maggior concentrazione degli stanziamenti dei migranti. All’inizio dell’anno 2017 sono state segnalate all’Ente Nazionale Anti-Tratta 10 casi di donne nigeriane che si sono dichiarate vittime di tratta e che hanno manifestato il loro desiderio di essere aiutate e sottratte alla rete degli sfruttatori”.

Nell’aprile 2018, a causa del degrado crescente, l’amministrazione comunale ha emesso una ordinanza di sgombero per ragioni sanitarie.

Da allora, gli operatori di Save the Children hanno rilevato come molti minori permangono sul piazzale antistante il cimitero di Ventimiglia dove decine di essi dormono a terra in condizioni degradanti, promiscue e pericolose che vengono alleviate soltanto da alcune associazioni di volontari che offrono assistenza legale, connessione a internet e distribuzione di vestiario in un infopoint nei pressi di via Tenda, una delle strade più frequentate dai migranti.

I minori che tentano di arrivare in Francia lo fanno in condizioni estremamente pericolose, se non mortali.

Tra le modalità più frequenti vi è l’attraversamento a piedi, quello a bordo del treno (seduti, cercando di passare inosservati o rinchiusi nei bagni, o peggio, nei vani delle centraline elettriche) o all’interno di automobili e camion.

“Una fitta rete di passeur, dietro pagamento di una somma di denaro tra i 50 e i 150 euro, organizzano il viaggio in auto dall’Italia alla Francia. Altri minori, rischiando la vita, provano a valicare il confine a piedi. Tristemente noto è infatti il “passo della morte”, sentiero che da Grimaldi Alta, dopo aver superato le colline, arriva a Menton, prima cittadina francese”, spiega Save The Children.

A Ventimiglia, i passeur, che agiscono nei pressi della stazione, reclutano i migranti e offrono servigi in cambio di denaro.

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