La manovra è davvero “del popolo” o aumenta le tasse?

Di TPI
Pubblicato il 30 Dic. 2018 alle 16:16 Aggiornato il 30 Dic. 2018 alle 16:18
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La manovra “del popolo”. Così è stata ribattezzata la prima legge finanziaria del governo Conte e dell’esecutivo giallo verde di Lega e Movimento 5 stelle. Ma è davvero una manovra “per il popolo”?

Stando ai dati forniti dalle varie associazioni di settore, da Autopromotec per “gli automobilisti” al Condacons per consumatori e famiglie, non è così. 

Nella manovra, infatti, ci sarebbe una “stangata” da oltre 900 euro ad attendere le famiglie italiane nel 2019 a causa dell’aumento di pezzi e tariffe. Senza considerare la pressione fiscale, che stringerà ancora di più la sua morsa.

I più tartassati saranno gli automobilisti che, oltre all’ecotassa, dovranno sopportare un aumento di oltre il 2% delle multe, il possibile ritocco del costo della benzina se il petrolio dovesse ritrovare vigore sui mercati internazionali, l’adeguamento dell’Rc Auto che già nel secondo semestre del 2018 è salita dell’1,4%. 

Per quanto riguarda i pedaggi autostradali si è ancora in attesa del decreto interministeriale che dovrà fissare le nuove tariffe. Al ministero dei Trasporti, si respira comunque aria di ottimismo per una sterilizzazione ormai giudicata certa degli aumenti su gran parte della rete autostradale. 

In particolare, il blocco riguarderà anche Aspi e Strada dei Parchi (A24-A25). Per alcune concessionarie si arriverà invece a ritocchi minimi e i gestori hanno comunque assicurato che sarà d’ora in poi valutato in modo più puntuale (sul singolo anno anziché ogni cinque anni) il rapporto tra tariffe, andamento dei prezzi e investimenti. 

Secondo l’osservatorio Autopromotec i costi complessivi per la gestione degli autoveicoli hanno toccato quota 195,3 miliardi di euro nel 2018, l’11,1% del Pil, in aumento del 3,3% rispetto al 2017. 

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Nel dettaglio, gli italiani hanno speso 60,7 miliardi per il carburante, 50,3 miliardi per l’acquisto del mezzo di trasporto, 39,3 miliardi per manutenzione e riparazioni, 17,7 miliardi per l’assicurazione, 8,3 miliardi per i pedaggi, 8 miliardi per i parcheggi, 6,9 miliardi di tasse e 4,1 miliardi per gli pneumatici. 

Ma la lista dei rincari non si ferma all’automobile. Secondo il Codacons, solo il tasso d’inflazione, se il costo della vita si manterrà sui tassi attuali, costerà 211 euro in più a famiglia per i beni al dettaglio e 185 euro in più per l’alimentazione. 

Per quanto riguarda il costo dell’energia sono di pochi giorni fa i ritocchi alle tariffe di luce e gas decisi dall’Arera. Per l’Unione consumatori l’intervento vale un risparmio annuo di 50 centesimi per la prima e un aggravio di 26,3 euro per il secondo.

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