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Omicidio Perugia, Italia condannata a risarcire Amanda Knox

Di Enrico Mingori
Pubblicato il 24 Gen. 2019 alle 11:52 Aggiornato il 24 Gen. 2019 alle 11:54
Immagine di copertina
Amanda Knox, assolta per l'omicidio di Meredith Kercher. Credit: Kevin Casey / AFP

L’Italia è stata condannata dalla Corte europea dei Diritti umani (Cedu) per violazione dei diritti della difesa nei confronti di Amanda Knox, la cittadina statunitense imputata e alla fine assolta per l’omicidio della britannica Meredith Kercher, avvenuto a Perugia nel 2007.

L’Italia dovrà risarcire Amanda Knox con 10.800 euro, più 8mila euro di spese processuali.

La violazione si sarebbe avuta, in particolare, durante l’interrogatorio di Knox del 6 novembre 2017, che si sarebbe svolto in assenza di legali e di interpreti.

La Corte non ha invece rilevato alcuna prova che confermi i maltrattamenti da parte della polizia durante lo stesso interrogatorio, denunciati dalla giovane statunitense, che all’epoca aveva 20 anni.

L’omicidio di Meredith Kercher

Meredith Kercher era una studentessa britannica di 22 anni in Erasmus all’Università di Perugia. La mattina del primo novembre 2007 la ragazza venne ritrovata senza vita nella sua camera da letto, nella villetta di via della Pergola. A causare la morte della studentessa fu un’emorragia provocata da una ferita al collo provocata da un oggetto acuminato.

Per l’omicidio della ragazza è stato condannato in via definitiva il cittadino di origini ivoriane Rudy Guede, mentre sono stati assolti la coinquilina statunitense di Meredith, Amanda Knox, e il suo fidanzato, l’italiano Raffaele Sollecito. Il processo è ricordato come uno dei più travagliati degli ultimi anni.

In primo grado, nel 2009, Knox e Sollecito furono condannati dalla Corte d’Assise di Perugia come concorrenti nell’omicidio. Successivamente i due furono assolti e scarcerati dalla Corte d’Assise d’appello nel 2011 per non aver commesso il fatto. Nel 2013 la Cassazione annullò la sentenza d’appello e dispose un nuovo processo. Nell’appello-bis Knox e Sollecito furono nuovamente condannati. Il 27 marzo 2015 il nuovo colpo di scena, con l’assoluzione in Cassazione di entrambi gli imputati. Assoluzione definitiva

La Knox fu condannata a tre anni per calunnia per aver accusato dell’omicidio della coinquilina Patrick Lumumba, risultato invece estraneo ai fatti.

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