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Giornata internazionale dei Rom, Sant’Egidio: “A Torre Maura comportamenti vergognosi che fanno male”

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 8 Apr. 2019 alle 10:26
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Immagine di copertina

In occasione del Romanò Dives, la giornata internazionale dei Rom, anche la Comunità di Sant’Egidio si è mossa per esprimere i propri auguri a “Rom, Sinti e alle popolazioni romanì che si identificano con questo nome”, e ha condannato alcuni episodi che si sono verificati di recente a Roma, nel quartiere di Torre Maura.

Il 2 aprile 2019 alcuni abitanti del quartiere sono scesi in strada per manifestare contro il trasferimento in un centro di accoglienza della zona di 70 persone di etnia rom e sinti.

I residenti hanno reagito alla notizia aggredendo uno dei funzionari che stava portando nella struttura il cibo destinato alle famiglie, buttando a terra i panini e calpestandoli.

Nel corso della protesta sono anche stati rovesciati e incendiati alcuni cassonetti, tanto da richiedere l’intervento delle forze dell’ordine.

Le manifestazioni sono proseguite anche il 3 aprile, costringendo il Campidoglio a ricollocare i 70 rom. Episodi di violenza si sono verificati anche durante il trasferimento delle famiglie, culminati con il lancio di una bomba carta contro il pulmino dei servizi sociali.

Qui puoi leggere un nostro riassunto completo sulla vicenda: Cosa è successo a Torre Maura

“Invitando a ricordare una storia segnata da persecuzioni e sofferenze – come il Porrajmos, lo sterminio durante la seconda guerra mondiale – occorre condannare con fermezza parole e comportamenti discriminatori, razzisti e violenti, come accaduto recentemente a Torre Maura”, dichiarano dal Sant’egidio. “Quando si è impedito a poche decine di persone – quasi per la metà bambini – perfino di mangiare, arrivando al vergognoso gesto di calpestare il cibo”.

“Sono gesti che fanno male a tutti e disonorano la città, senza risolvere o, meglio, aggravando i problemi esistenti in periferie abbandonate ormai da tempo da istituzioni e forze politiche”, proseguono.

“Non bisogna abituarsi ad un linguaggio aggressivo che offre un’immagine distorta della realtà, ma al contrario occorre valorizzare tanti esempi di inclusione sociale, molto più diffusa nel nostro Paese di quanto si pensi”.

Il Sant’Egidio ricorda gli sforzi per favorire l’inserimento scolastico dei Rom, anche attraverso le scuole della Pace (luoghi in cui i più piccoli apprendono a vivere insieme nel rifiuto di ogni violenza), la formazione e l’inserimento nel mondo del lavoro.

La comunità, infatti, incontra quotidianamente l’atteggiamento positivo e costruttivo di tanta parte – associazioni, istituzioni, famiglie – della società italiana.

Non sono pochi infatti i nuclei familiari che in diverse città vivono in case e non sono pochi i Rom che lavorano, contribuendo al benessere della società.

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