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Facebook ha censurato una vignetta di Vauro sui migranti

Di Enrico Mingori
Pubblicato il 24 Gen. 2019 alle 15:03
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Immagine di copertina
Credit: ANSA/ETTORE FERRARI

Facebook ha censurato una vignetta satirica di Vauro che paragonava il trasferimento dei migranti dal Cara di Castelnuovo di Porto alla deportazione degli ebrei durante l’Olocausto.

La vignetta è stata pubblicata sul social network dal magazine Left. Qualche utente l’ha segnalata a Facebook, che come sanzione ha deciso di bloccare l’account del social media manager di Left che l’aveva materialmente caricata sul social.

A dare notizia è stata la stessa testata politicamente orientata a sinistra e assai critica con le politiche sull’immigrazione portate avanti dal Governo Lega-M5S e in particolare dal ministro dell’Interno leghista, Matteo Salvini.

Più che di vignetta sarebbe corretto parlare di un fotomontaggio: Vauro ha preso la foto che ritrae da dietro il pullman carico di migranti che abbandona il Cara romano e ha sostituito sul lunotto posteriore i volti degli stessi migranti con quelli di ebrei internati nei campi di concentramento nazisti.

L’opera è stata intitolata dal vignettista con un gioco di parole: “Castelnuovo deporto”.

La chiusura del Cara di Castelnuovo di Porto, il secondo più grande d’Italia dopo quello di Mineo, è stata disposta martedì 22 gennaio 2019 in applicazione del decreto sicurezza.

All’interno della struttura erano presenti 150 immigrati titolari di protezione umanitaria, che sono stati distribuiti in altri centri.

La mattina di mercoledì 23 gennaio, mentre un pullman con a bordo 30 migranti stava lasciando il Cara di Castelnuovo di Porto, la deputata di Liberi e uguali (Leu) Rossella Muroni, si è piazzata davanti al mezzo impedendogli di avanzare.

Dopo circa un’ora, il pullman è partito, insieme ad altri mezzi che stanno svuotando il centro per portare gli ospiti in altre regioni.

TPI ha intervistato la deputata Muroni: “Vogliamo che l’Italia resti un Paese civile”, ha spiegato la parlamentare [qui l’intervista].

La chiusura del Cara ha comportato anche la perdita del lavoro per un centinaio di operatori italiani. TPI ha intervistato uno di loro, che ha sottolineato: “Salvini che dice sempre ‘prima gli italiani, prima gli italiani’, poi ce ne sono 107 che rimangono in mezzo a una strada, ma non penso gli interessi” [qui l’intervista].

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