Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Ultimo aggiornamento ore 21:39
Immagine autore
Lucarelli
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Di Battista
Home » News

“Paese nostro”: il film sull’accoglienza dei migranti che Minniti e Salvini non vogliono farvi vedere

Immagine di copertina

Prodotto dal ministero dell'Interno e realizzato da ZaLab il documentario parla dell'accoglienza diffusa negli Sprar. Ma ancora non è stato mostrato a nessuno. Ecco perché

Paese Nostro è un film sull’accoglienza diffusa che il collettivo ZaLab ha già realizzato, confezionato e consegnato ma che non può mostrare.

L’assurdità è che è stato il ministero dell’Interno stesso a finanziare il documentario. Nell’ambito del Fami (Fondo asilo migrazione e integrazione) venivano erogati nel 2016 dei contributi per produrre video sul tema dell’accoglienza, con l’intento di informare e sensibilizzare l’opinione pubblica sull’argomento migrazioni.

Il bando, con importo massimo di 125mila euro di tetto di spese sostenibili per la realizzazione di un lavoro video, viene vinto da ZaLab e a gennaio 2016 il ministro dell’Interno in carica è Angelino Alfano.

Ad oggi il documentario non è ancora stato distribuito. Né nelle scuole, né nei cinema, né online nell’ambito istituzionale, come riportato anche dal Corriere della Sera. Dopo Alfano, il testimone del Ministero è passato nelle mani di Marco Minniti e poi di Matteo Salvini, ma della pellicola neanche l’ombra. Sembra essere sparita nei corridoi del ministero dell’Interno.

> Via al Piano Salvini: addio agli SPRAR

> Cosa prevede il Decreto Sicurezza

È per questo che gli autori hanno deciso di compiere un gesto provocatorio: mostrare il film a Montecitorio, in aula Nilde Iotti il 19 marzo alle ore 10.

Cosa c’è in questo documentario che non può essere visto dunque? Cinque diversi registi (Michele Aiello, Matteo Calore, Stefano Collizzolli, Andrea Segre e Sara Zavarise) hanno raccolto sei storie di progetti SPRAR dal nord al sud Italia. Il lavoro che ne viene fuori sono sei cortometraggi che ritraggono la vita quotidiana di richiedenti asilo, operatori sociali, cittadini impegnati non in un’accoglienza emergenziale, ma ordinaria.

“Chiediamo a Minniti, Salvini e i dirigenti del Viminale di venirci a spiegare come mai questo film esiste, ma non si può vedere” scrivono i registi.

I sacrifici, le difficoltà, i dubbi ma anche la sfida quotidiana per la costruzione di una società più aperta e democratica sono al centro del film. La prova che, forse, l’accoglienza diffusa era un modello positivo che oggi sta scomparendo in Italia.

> Il modello Riace: come funziona il modello di accoglienza tanto criticato dal vice premier

Ti potrebbe interessare
Esteri / Bernie Madoff e lo schema Ponzi: muore a 82 anni il più grande truffatore della storia americana
News / L’italiana Alessandra Galloni sarà la prima donna a dirigere l’agenzia Reuters in 170 anni di storia
Economia / I giovani lanciano gli Stati Generazionali: “Diamo voce a chi voce non ha”
Ti potrebbe interessare
Esteri / Bernie Madoff e lo schema Ponzi: muore a 82 anni il più grande truffatore della storia americana
News / L’italiana Alessandra Galloni sarà la prima donna a dirigere l’agenzia Reuters in 170 anni di storia
Economia / I giovani lanciano gli Stati Generazionali: “Diamo voce a chi voce non ha”
News / In difesa dello “stupratore razzista Montanelli” (di Luca Telese)
News / Dillo con una poesia: oggi è la Giornata Mondiale della Poesia e questi versi vi faranno bene all’anima
News / Notizie di oggi: l'agenda quotidiana di TPI
News / Notizie di oggi: l'agenda quotidiana di TPI
News / Notizie di oggi: l'agenda quotidiana di TPI
News / Notizie di oggi: l'agenda quotidiana di TPI
News / Notizie di oggi: l'agenda quotidiana di TPI