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Via al “piano Salvini” per l’accoglienza migranti: addio Sprar, arriva il Siproimi

Di TPI
Pubblicato il 18 Dic. 2018 alle 15:33 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 02:35
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Per l’accoglienza dei migranti è sempre più vicino l’addio agli Sprar. Al posto dell’attuale sistema arriva il Siproimi, letteralmente Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e per minori stranieri non accompagnati.

È quanto emerge dal dossier del Viminale, secondo cui “viene mantenuta e confermata la sperimentata e proficua modalità di accoglienza integrata che vede i sindaci protagonisti nella proposizione e nella definizione delle progettualità”.

Ad oggi, spiega il Viminale, sono 877 i progetti finanziati, per 35.881 posti, con 1.825 comuni interessati e con più di 27 mila persone in accoglienza.

“I cambiamenti oggi previsti” spiega ancora il Viminale “si inquadrano nell’ambito di una rivisitazione complessiva del sistema di accoglienza, in un’ottica di ottimizzazione e di razionalizzazione dei servizi da assicurare ai richiedenti asilo, riservando le attività di integrazione e di inclusione sociale ai soli beneficiari di protezione internazionale”.

Oltre a questi, “sono state individuate alcune categorie di stranieri che, in ragione delle specifiche necessità, possono comunque accedere al Siproimi”.

Il discorso, spiega ancora il Viminale, vale nei confronti di chi deve essere sottoposto “a urgenti o indispensabili cure mediche, di chi risulta vittima di tratta, di violenza domestica, di grave sfruttamento lavorativo, di chi non può rientrare nel proprio Paese a causa di calamità o chi ha compiuto atti di particolare valore civile, oltre ai minori stranieri non accompagnati per i quali vengono riservati percorsi dedicati in ragione della loro condizione”.

Accoglienza dei richiedenti asilo | Fuori richiedenti asilo

Il decreto sicurezza prevede quindi che il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati venga sostituito dal Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e per minori stranieri non accompagnati.

Vengono quindi esclusi i richiedenti asilo e il sistema di accoglienza diffuso viene dedicato esclusivamente ai titolari di protezione internazionale.

I richiedenti asilo rimangono in accoglienza fino alla scadenza del progetto in corso, già finanziato e dopo l’entrata in vigore del decreto troveranno accoglienza solo nei Cara (Centri di accoglienza per richiedenti asilo).