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Lo scrittore Pennac: “Sono stato uno stupido a difendere Cesare Battisti”

Immagine di copertina
Daniel Pennac e Cesare Battisti

Lo scrittore francese Daniel Pennac ha dichiarato di essersi pentito di aver firmato, insieme ad altri intellettuali, un manifesto in sostegno del terrorista italiano Cesare Battisti, arrestato nel gennaio 2019 in Bolivia dopo una latitanza di oltre trent’anni.

“È stata una grande stupidaggine da parte mia”, ha detto Pennac durante un evento culturale a Venezia. “Battisti ha mentito alla Giustizia italiana, a coloro che si facevano garanti per lui e a Mitterrand (presidente francese, padre dell’omonima dottrina che concedeva asilo a persone condannate da sistemi giuridici considerati liberticidi da Parigi, ndr)”.

Condannato in via definitiva per quattro omicidi, Cesare Battisti per anni si è professato innocente, salvo poi ammettere la propria colpevolezza poche settimane fa, dopo l’arresto.

“Si è rivelato un assassino”, ha sottolineato Pennac. “Io in quell’epoca mi sono opposto alla sua estradizione: sono stato uno stupido, ma io ho difeso un’idea, questa è veramente politica pura”.

Mitterrand, ha ricordato lo scrittore francese, “in quegli anni, 1985-1990, ha disarmato le Brigate Rosse italiane. Ci sono persone che hanno deposto le armi. Lui ha messo fine alla guerra civile. Se Mitterand non avesse disarmato i brigatisti non ci sarebbe stata quella pace. La sua azione è stata quindi molto importante”.

Nel 2004 Pennac firmò un manifesto in difesa di Battisti, insieme a molti altri intellettuali, tra cui il vignettista Vauro Senesi, il collettivo Wu Ming, lo scrittore Pino Cacucci.

Da Vauro a Wu Ming, quando gli intellettuali chiedevano la libertà per Battisti

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