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Aborto, relazione annuale in ritardo di 11 mesi. Ass. Coscioni: “Il ministero nasconde i dati sull’aborto”

Presentata un'interrogazione parlamentare con prima firmataria Emma Bonino per chiedere le ragioni del ritardo

Di Anna Ditta
Pubblicato il 17 Gen. 2019 alle 11:17
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Emma Bonino. Credit: Andrea Ronchini

La relazione annuale del ministero della Salute sull’aborto, attesa nel febbraio 2017, non è ancora stata presentata al parlamento. Per questa ragione è stata depositata un’interrogazione parlamentare, con prima firmataria Emma Bonino, come ha annunciato l’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica.

“È stata depositata un’interrogazione parlamentare urgente alla Ministra Giulia Grillo, a prima firma Emma Bonino, perché ormai sono 11 mesi che la relazione al Parlamento sulla legge 194/78 del Ministro della Salute è in ritardo. Mai come quest’anno si era arrivati a disattendere la norma per un periodo simile”, dichiarano le ginecologhe Mirella Parachini, Vice Segretario dell’Associazione Luca Coscioni e Anna Pompili di AMICA (Associazione Medici Italiani Contraccezione e Aborto), con l’Avvocata Filomena Gallo, segretario dell’Associazione Luca Coscioni.

Secondo la legge 194, il ministro della Salute entro il mese di febbraio di ogni anno, deve riferire al parlamento sullo stato di applicazione della legge nell’anno precedente.

Oltre all’analisi completa sull’applicazione della norma, la relazione dovrebbe essere uno strumento – fino ad oggi disatteso – per individuare le criticità ed approntare interventi concreti di miglioramento, al fine di assicurare il diritto alla salute alle cittadine italiane senza disparità e disuguaglianze.

Questo eccezionale ritardo costituisce un per l’Associazione Luca Coscioni un “incidente anomalo, che ripropone con urgenza una serie di domande irrisolte: sono stati presi provvedimenti per affrontare le criticità emerse in passato? Perché il metodo farmacologico è così poco applicato, a fronte dei dati ricavati dalle statistiche ufficiali di altri paesi? Perché la contraccezione non è gratuita nel nostro paese, mentre lo è l’interruzione della gravidanza?”.

> QUI L’INTERVISTA DI TPI A EMMA BONINO

L’Associazione Coscioni chiede inoltre alla ministra della Salute, Giulia Grillo, un piano di interventi mirati, per garantire la gratuità della contraccezione, unica vera prevenzione del ricorso all’aborto; consentire anche alle ragazze minori l’accesso alla contraccezione di emergenza senza obbligo di prescrizione; migliorare l’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza (IVG) farmacologica, permettendo il regime ambulatoriale e “at home”, come avviene nel resto del mondo o il regime di “day hospital”, eliminando finalmente la raccomandazione del regime di ricovero ordinario; sollecitare AIFA ad ampliare l’IVG farmacologica del I trimestre da 49 a almeno 63 giorni (FDA prevede il regime “at home” fino a 70 giorni).

> QUI COME FUNZIONA IL DIRITTO ALL’ABORTO NEI VARI PAESI DEL MONDO

> QUI COME FUNZIONA L’ABORTO VOLONTARIO IN ITALIA

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