Come funzionano le elezioni presidenziali in Francia?
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Come funzionano le elezioni presidenziali in Francia?

Tutto quello che c'è da sapere sulle elezioni francesi che si terranno il prossimo 23 aprile per eleggere il successore del presidente Francois Hollande

29 Mar. 2017  

Il 23 aprile 2017 si terrà il primo turno delle elezioni presidenziali francesi, in cui i cittadini sceglieranno il successore del presidente Francois Hollande. Il presidente della Repubblica è la più alta carica della Repubblica Francese.

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La Francia è una repubblica semipresidenziale. Questo significa che il potere esecutivo è condiviso tra presidente, eletto direttamente dal popolo e il primo ministro, scelto dal presidente della Repubblica e che necessita della fiducia parlamentare. 

Come funzionano le elezioni presidenziali

Il presidente viene eletto a suffragio universale diretto con eventuale turno di ballottaggio 14 giorni dopo il primo turno, qualora nessun candidato, al primo scrutinio, abbia ottenuto la maggioranza assoluta. Quest’anno il secondo turno si terrà il 7 maggio, due settimane dopo il primo turno del 23 aprile.

Il presidente della Repubblica è eletto a suffragio universale diretto a doppio turno dal 1962, dopo un referendum. Per essere eletti al primo turno serve la maggioranza assoluta dei voti, il 50 per cento più uno. Se nessuno dei candidati la ottiene, vanno al ballottaggio i due candidati che al primo turno hanno ricevuto il maggior numero di consensi. 

Dal 2002 la sua durata è stata abbreviata da 7 a 5 anni per far coincidere il mandato presidenziale con quello dell’Assemblea nazionale, la camera elettiva del parlamento francese. 

Il capo dello Stato francese detiene il potere esecutivo e capo delle forze armate francesi, oltre a essere la più alta carica della magistratura, la più alta autorità della Legione d’onore e il co-principe di Andorra. 

Il potere più importante esercitato dal presidente è la nomina del primo ministro e lo scioglimento dell’Assemblea. Nonostante il primo ministro e il parlamento detengano la maggior parte del potere legislativo ed esecutivo, il presidente francese mantiene una forte influenza. 

Emmanuel Macron candidato indipendente del partito In Marcia!, Benoît Hamon del Partito Socialista, François Fillon candidato dei Repubblicani, Marine Le Pen del Fronte Nazionale, Jean-Luc Mélenchon del Partito di Sinistra sono i candidati dei partiti maggiori, ma con ogni probabilità nessuno di questi riuscirà a essere eletto già al primo turno. Secondo i maggiori sondaggi, saranno Macron e Le Pen a scontrarsi al secondo turno. 

A causa della frammentazione politica presente in Francia, nessun presidente è stato mai eletto al primo turno. 

Il primo presidente francese fu Luigi Napoleone Bonaparte, poi incoronato imperatore con il nome di Napoleone III. La carica di presidente della Repubblica venne istituita a partire dal 1848, anno della costituzione della seconda Repubblica Francese.

Il successore di Hollande sarà il 25esimo presidente francese e l’ottavo della quinta repubblica, quella inaugurata nel 1959 sotto la presidenza di Charles de Gaulle. 

Come funzionano le elezioni per l’Assemblea nazionale 

Le elezioni per l’Assemblea nazionale si terranno a giugno 2017, poche settimane dopo le presidenziali, come avviene dal 2000. 

Il sistema elettorale francese per l’elezione dell’Assemblea Nazionale è un maggioritario in collegi uninominali a doppio turno. 

L’Assemblea nazionale, una delle due camere da cui è formato il parlamento francese, è formata da 577 membri. Il numero dei seggi parlamentari corrisponde al numero dei collegi in cui è diviso il paese. Ogni collegio elegge un solo deputato. Per essere eletti bisogna ottenere il 50 per cento + 1 dei voti nel collegio e anche un quarto dei voti degli aventi diritto.

Se nessun candidato ottiene la maggioranza assoluta si tiene un ballottaggio una settimana dopo il primo turno tra tutti i candidati che hanno ottenuto più del 12,5 per cento degli aventi diritto al voto. Per essere eletti al secondo turno basta avere la maggioranza relativa, cioè prendere un voto in più degli avversari. 

L’Assemblea nazionale elegge il primo ministro. 

Nel caso in cui nell’Assemblea venga eletta una maggioranza con un orientamento politico diverso rispetto al presidente eletto poche settimane prima, si verifica la cosiddetta “coabitazione”. 

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