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Home » Esteri

In Brasile la polizia sta dando la caccia ai fuggitivi della prigione di Manaus

Immagine di copertina

I carcerati sono fuggiti dopo lo scoppio di una sommossa durante la quale hanno perso la vita 56 persone

La polizia brasiliana sta cercando decine di carcerati che sono fuggiti dall’affollata prigione a Manaus nel corso della sommossa durante la quale sono morte 56 persone.

L’intera area di Manaus, nella regione amazzonica è stata isolata. Le autorità hanno comunicato che 40 degli 87 fuggitivi sono stati catturati.

Nel frattempo i familiari, riuniti davanti alla camera mortuaria del carcere, hanno iniziato il riconoscimento delle vittime. Nel corso della protesta la testa decapitata di alcuni detenuti è stata lanciata fuori dalle mura del carcere.

All’origine della ribellione nel carcere Anisio Jobin a Manaus, nella regione amazzonica del Brasile, durata diciassette ore, ci sarebbe stata una rissa tra gang rivali, il Primeiro Comando da Capital e la Familia do Norte, la prima legata ai trafficanti di droga di San Paolo, la seconda al Commando rosso di Rio de Janeiro.

Gli scontri tra le due principali bande di detenuti sono frequenti e sanguinosi. Un anno fa è stata interrotta la tregua tra di loro e negli ultimi mesi le prigioni brasiliane sono tornate a essere un campo di battaglia.

In alcuni video diffusi online dal quotidiano Em Tempo di Manaus è possibile vedere la situazione all’interno del penitenziario alla fine della rivolta: sangue ovunque e cadaveri ammucchiati sul pavimento della prigione.

Il sistema carcerario brasiliano, con prigioni sovraffollate e sommosse periodiche dei detenuti, è criticato dalle associazioni per la difesa dei diritti dei detenuti.

Quella di domenica è stata una delle sommosse più sanguinose dopo la ribellione nella prigione Carandiru a San Paolo, in cui morirono 111 detenuti, la maggior parte negli scontri con la polizia.

— LEGGI ANCHE: Le carceri brasiliane senza guardie né armi

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