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Home » Esteri

L’Afghanistan firma un accordo di pace con il macellaio di Kabul

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Gulbuddin Hekmatyar, leader del partito militante islamista Hezb-i-Islami, ha anche ottenuto l'amnistia per i suoi crimini passati

Le autorità afghane hanno siglato un accordo controverso con il partito militante islamista Hezb-i-Islami, guidato da Gulbuddin Hekmatyar, noto anche come il “macellaio di Kabul”, al quale è stata garantita l’amnistia.

I fautori dell’accordo ritengono che si tratti di un passo importante verso la pace che potrebbe incoraggiare altri gruppi militanti a seguire la stessa strada della riconciliazione, ma i critici discutono l’opportunità di aprire le porte dell’arena politica a una figura come Hekmatyar e di lanciare quello che appare, sostanzialmente, come un messaggio di impunità per i crimini passati.

Il signore della guerra afghano è infatti accusato di aver ucciso o ferito migliaia di persone quando i suoi miliziani hanno aperto il fuoco contro i civili nella capitale afghana, di aver ordinato l’assassinio di intellettuali e oppositori politici e di aver ispirato attacchi di diversa natura.

Hekmatyar negli anni Ottanta aveva anche ricevuto il supporto di Stati Uniti, Pakistan e Arabia Saudita per combattere le forze sovietiche che occupavano l’Afghanistan.

Quando la campagna guidata dagli Stati Uniti rovesciò il regime dei Taliban nel 2001, Hekmatyar che nel frattempo aveva rotto con i suoi sostenitori internazionali proprio per via della sua ideologia estremista, venne inserito nella lista dei terroristi e sopravvisse a malapena al raid di un drone americano.

Tuttavia, oggi gli Stati Uniti appoggiano l’accordo tra il governo afghano e Hezb-i-Islami nella speranza che aiuti a mettere fine alla cronica violenza in cui versa il paese.

Il governo di Kabul quindi, oltre a perdonare i crimini del macellaio di Kabul, rilascerà alcuni dei prigionieri del gruppo e chiederà la rimozione delle sanzioni internazionali contro lo stesso Hekmatyar.

Molti attivisti sono scesi in piazza a Kabul in protesta, e sostengono che aprire a figure come quella del signore della guerra islamista non farà che indebolire un governo già estremamente fragile.

Ma Hekmatyar non è il primo di loro a essere riabilitato: Rashid Dostum e Mohammad Mohaqiq sono stati inclusi nel governo nonostante le accuse di abusi dei diritti umani.

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