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Vaccini, la Lombardia diventa un caso nazionale: scontro Pd-Lega anche in Parlamento

Di Lorenzo Zacchetti
Pubblicato il 23 Mar. 2021 alle 11:05
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Immagine di copertina
Fabrizio Cecchetti (Lega) - Credit: ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

La gestione del Covid-19 in Lombardia – e in particolare la questione dei vaccini – è sempre più un caso nazionale. Il già acceso dibattito politico su scala regionale si è infatti allargato al Parlamento, dove Fabrizio Cecchetti, vicecapogruppo della Lega alla Camera),ribatte così alle critiche del PD: “Ma l’ex sottosegretario alla Salute, Sandra Zampa, sa di cosa parla quando attacca la Lombardia e la sua sanità? Facciamo notare alla Zampa, poco informata nonostante sia la responsabile Salute del PD, che la Lombardia ha già somministrato oltre 1 milione e 250 mila vaccini, utilizzando circa l’80% delle dosi ricevute, in media con le altre Regioni”.

“Poi forse la signora Zampa ignora che i disguidi a Cremona sono stati risolti in poche ore, vaccinando tutti, senza sprecare una dose, e non sa che oggi la Regione Lombardia ha azzerato i vertici di Aria, per dare più efficienza ad una struttura che aveva avuto degli intoppi, seguendo la regola lombarda del ‘chi sbaglia va a casa’. Peraltro quello che è successo alla signora Zampa, non confermata al ministero della Salute ed un motivo ci sarà…”, aggiunge polemicamente Cecchetti.

E ancora, prosegue l’esponente leghista, ex presidente del Consiglio regionale lombardo: “La Lombardia sta vaccinando più di ogni altra Regione, sta curando i suoi pazienti, non solo quelli malati di Covid-19, riceve elogi internazionali per l’efficienza delle sue strutture ospedaliere e per l’eccellenza del suo personale sanitario, che merita solo applausi per il grande lavoro che sta facendo e non critiche gratuite da un Partito Democratico, che cerca di nascondere i suoi problemi interni attaccando ogni giorno la Regione Lombardia. Forse la Zampa preferirebbe proporci il modello alternativo della Toscana, amministrata dal PD, che sta vaccinando prima maestri di tennis, modelle e giornalisti televisivi come Andrea Scanzi al posto degli ultra ottantenni?”.

Il clima politico in Lombardia, intanto, continua a essere tesissimo, a seguito dell’ultimatum che il presidente della Regione, Attilio Fontana, ha rivolto ai vertici di Aria: “L’azzeramento del CdA è conferma di sconfitta non di svolta”, dice il consigliere Dem Gianni Girelli.

“La responsabilità è tutta politica. Perché la campagna di vaccinazione andava preparata e pianificata nei minimi dettagli mesi fa. Farsi trovare impreparati o dare la colpa una volta a un’assessore, un’altra a un d.g. o, come oggi, a un intero CdA, è solo una sconfitta”, aggiunge il presidente della Commissione d’inchiesta sul Covid-19.

Sulla decisione relativa ad Aria, Pietro Bussolati rincara la dose: “Fontana non ha nemmeno avuto il coraggio di firmare la revoca dei vertici di Aria ma si è affidato alla moral suasion. Aspetta le dimissioni del CdA, mantenendo però il direttore generale della società. Siamo alle comiche, chi comanda oggi in Regione Lombardia? Credo che i lombardi lo debbano sapere. Anche perché l’amministratore delegato della società ha già dichiarato a mezzo stampa che il disastro della campagna vaccinale è colpa dei sistemi informatici sanitari e del tortuoso percorso vaccinale definito da Moratti e Bertolaso e non di Aria”.

“Per chiarire questi punti, giovedì, su nostra richiesta, i vertici di Aria sono convocati in commissione a spiegare che cosa è successo in queste settimane. Vogliamo sentire sia l’amministratore delegato Gubian che il quasi ex presidente Ferri, vogliamo conoscere la loro versione, perché non basta chiedere a un Cda di lasciare senza dare motivazioni scritte e circostanziate, bisogna capire fino in fondo se le inefficienze stanno tutte in Aria Spa o se, invece, come temiamo, i problemi sono sorti anche a monte, con indicazioni più dettate dalla necessità di fare annunci di Moratti e Fontana che dalla reale volontà di mettere in piedi un sistema di prenotazione che funzioni, come è avvenuto, per esempio, nel Lazio, dove i cittadini, già al momento della prenotazione, sanno dove e quando potranno essere vaccinati, anzi, possono addirittura scegliere”.

“Basta propaganda”, aggiunge il capodelegazione del Pd in commissione Bilancio e Partecipate del Consiglio regionale. “Devono chiedere scusa ai cittadini e farsi aiutare dalla struttura commissariale. Infine, un’ultima domanda: ma l’assessore Caparini che fino ad una settimana fa tesseva le lodi di Aria e dichiarava che la società avrebbe continuato a gestire gli over 80 oggi non ha più nulla da dire?”.

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