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Vaccini, Regione Lombardia poteva usare gratis il portale di Poste ma ha deciso di spendere 22 milioni per Aria Spa

Di Lorenzo Zacchetti
Pubblicato il 24 Mar. 2021 alle 18:13
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Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia. Credit: ANSA

Ma perché all’inizio dell’anno Regione Lombardia ha scelto di utilizzare il portale di Aria per la prenotazione delle vaccinazioni anti-Covid, invece che quello di Poste Italiane? A breve sarà proprio quest’ultimo a gestire la campagna vaccinale lombarda, ma ancora nessuno ha risposto alla domanda che il consigliere dimissionario di Aria Mario Mazzoleni ha esplicitato nella sua intervista a TPI.

[Leggi anche: Un consigliere di Aria Spa rivela a TPI: “Fontana manda via noi ma promuove il direttore generale. Così serve a poco”]

Certo, Regione Lombardia ha tenuto a derubricare la questione dei malfunzionamenti a “problemi tecnici”, negando che ci possano essere responsabilità a carico della Giunta, ma il quesito rimane insoluto: chi ha deciso di affidarsi al portale di Aria? E, soprattutto, perché?

Conoscere i criteri di tale scelta sarebbe davvero interessante, perché gli scarsissimi risultati del servizio sono senza dubbio il primo problema, ma non l’unico. Oltre agli appuntamenti perduti, agli sms non partiti, agli anziani sballottati a decine di chilometri da casa e al vasto campionario reso noto dalle cronache quotidiane, c’è anche la questione del costo di questo servizio, che, trattandosi di soldi pubblici, non è certo trascurabile.

L’azienda controllata al 100% da Regione Lombardia ha gestito le prenotazioni per un corrispettivo non indifferente: nell’offerta tecnico-economica presentata per il semestre da febbraio a luglio 2021 è riportata la cifra di 22 milioni e 100.000 euro. Tanto? Poco? Non è questo il punto: sicuramente salvare delle vite umane vale molto più dei soldi, ma perché non si è optato subito per Poste Italiane, che oltretutto si metteva a disposizione di Regione Lombardia a costo zero?

Come già spiegato dai vertici aziendali nelle scorse settimane, tale servizio viene già fornito “pro bono” alle Regioni Sicilia, Calabria, Marche, Abruzzo e Basilicata, solo per aiutarle a uscire dall’incubo del Covid-19. La stessa disponibilità è stata manifestata alla Regione Lombardia e non solo da oggi: come TPI ha appurato da fonti interne all’azienda, era così già a inizio anno e d’altronde non ci sarebbe stata ragione alcuna per applicare condizioni diverse alla Lombardia.

Visto che il servizio di Aria aveva invece dei costi ben noti e che col senno di poi si è rivelato decisamente inefficiente, chi si assume la responsabilità di questa scelta? Con quali criteri è stata presa?

Una ragione, ne siamo certi, ci sarà. Attendiamo fiduciosi una risposta da parte di Regione Lombardia, siano essi i vertici amministrativi o politici. È però diritto dei cittadini sapere cosa è successo, così da potersi fare un’opinione nel merito. Sarebbe invece inaccettabile rimanere senza risposte o, peggio, trovarsi al cospetto dei soliti scarichi di responsabilità. Chi ha deciso spieghi le sue ragioni.

Leggi anche: 1. Un consigliere di Aria Spa rivela a TPI: “Fontana manda via noi ma promuove il direttore generale. Così serve a poco” / 2. Vaccini, dopo le rivelazioni del consigliere di Aria a TPI, Regione Lombardia risponde: “Solo problemi tecnici” / 3. È ora di commissariare la Sanità lombarda: lettera al ministro Speranza

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