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Forum per il Diritto alla Salute contro Letizia Moratti: “Non sa nulla di Sanità, la Lombardia è in alto mare”

Durissime critiche alla Regione: "Mandare via Giulio Gallera, non brillante per competenza, è stata un’operazione politica un po’ gattopardesca: bisognava esonerare non solo lui, ma tutto il centrodestra"

Di Lorenzo Zacchetti
Pubblicato il 19 Gen. 2021 alle 17:51 Aggiornato il 20 Gen. 2021 alle 11:19
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Immagine di copertina

A seguito del rimpasto della Giunta Fontana e del perdurare della confusione in merito al piano vaccinale, il Forum per il Diritto Sociale pubblica due documenti molto critici nei confronti di Regione Lombardia. L’avvicendamento tra Giulio Gallera e Letizia Brichetto Arnaboldi in Moratti viene definito “un’operazione politica un po’ gattopardesca: cambiare tutto per non cambiare nulla”. Indicando in Matteo Salvini “il padrone della Lombardia che sta dettando la linea”, il Forum riepiloga il curriculum politico e dirigenziale di Letizia Moratti definendola “una donna di potere” che “non sa nulla di sanità”.

Giulio Gallera, non brillante per competenza, sembra essere l’unico responsabile del fallimento della Sanità e della Legge 23 che regola la Sanità lombarda dal 2015, quando Roberto Maroni l’ha promulgata e Attilio Fontana l’ha poi applicata. Non dovrebbe essere esautorato solo Gallera, ma l’intera Giunta lombarda nelle componenti politiche (Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia) e tecniche”, prosegue il documento.

In realtà, secondo il Forum, “la Regione Lombardia ha perso per strada la linea costituzionale della politica sanitaria” proprio nel 2015, introducendo la Legge 23 che lo scorso dicembre è stata bocciata dal Ministero della Sanità, “poiché in 5 anni ha dimostrato che la propria cosiddetta eccellenza è in realtà fragile ed è andata in frantumi con la pandemia di Covid-19”.

Rispetto al piano vaccinale, il Forum descrive uno scenario caratterizzato da “una strategia nazionale per molti versi inadeguata, che si è tradotta in un affannoso inseguimento del virus, mette in evidenza ancor più le criticità del modello lombardo incapace, anche in questa fase, di organizzare e sostenere campagne vaccinali adeguate non solo per il Covid, ma anche per la campagna di vaccinazione antinfluenzale, ben lontana dagli obiettivi prefissati dalla giunta soprattutto per le vaccinazioni sui bambini e anziani”.

“Sull’approvvigionamento dei vaccini antinfluenzali, non sono lontani gli echi di allarme e denuncia per le prime gare bandite in ritardo a maggio causando, a catena, ritardi della campagna vaccinale. Ritardi ancora più gravi, in quanto a metà gennaio è previsto il picco influenzale che va inevitabilmente a sovrapporsi ai sintomi del Covid-19, aggravati da una possibile terza ondata, sovraccaricando una medicina di base e un sistema ospedaliero ormai logorato”.

“A questo si aggiunge l’incognita della campagna vaccinale per il Covid. Dal 4 gennaio è cominciata ufficialmente, in ritardo, la fase 1 di somministrazione dei vaccini Covid e la Lombardia è finita ancora nell’occhio del ciclone per la bassa percentuale di persone vaccinate, collocandosi tra le ultime 3 regioni italiane. Un ulteriore blocco organizzativo ha inoltre determinato un ritardo della campagna vaccinale anti Covid per gli ospiti e gli operatori delle Rsa lombarde”, prosegue il documento.

Messaggio politico elettorale. Committente: Tobia Zevi

“Secondo le stime della Direzione Generale Welfare la somministrazione del vaccino dovrebbe arrivare a 10mila dosi al giorno, con una distribuzione in quattro scaglioni con termine a fine dicembre del 2021. Sono dati in continua evoluzione, da seguire con attenzione soprattutto in Lombardia, trattandosi della regione più colpita dal virus e con maggior numero di morti per Covid, per valutare la tenuta dello stesso sistema lombardo. Allo stato attuale, la costante bassa percentuale tra dosi somministrate e dosi consegnate è un’ulteriore spia che la politica sanitaria del libero mercato e del privato ha procurato una sistematica rottura dell’impianto organizzativo e comunicativo tra ospedali, territorio, medici di medicina generale, dipartimenti di prevenzione”.

Ma la Sanità non è l’unico pomo della discordia: “Alice Locatelli ha assunto la responsabilità dell’Assessorato alla Famiglia, che si occupa di Politiche Sociali e Servizi Socio-Assistenziali regionali”, continua il Forum. “Già vicesindaca di Como, durante il mandato ha ordinato ai Sindaci dei Comuni della Lega di togliere dagli uffici la fotografia di Mattarella, in quanto non in linea con i principi della Lega. Tiriamoci su le maniche, denunciamo le manchevolezze e i ritardi, per uscire da questo momento cupo. Per mettere mano a questa Sanità, Diritto costituzionale universale, restiamo uniti”.

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