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Impennata di contagi a Brescia, i timori del sindaco Del Bono: “Per zona rossa attendiamo parere Cts”

Di Lorenzo Zacchetti
Pubblicato il 22 Feb. 2021 alle 16:06 Aggiornato il 22 Feb. 2021 alle 18:53
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Credit: twitter

Emilio Del Bono, Sindaco di Brescia, ha commentato così l’escalation di contagi che si sta riscontrando sul territorio: “Sono pienamente cosciente che c’è un aumento dei casi. Per quanto riguarda la città non c’è una situazione particolarmente grave, ma l’andamento del contagio preoccupa soprattutto in provincia”.

“Non spetta a noi dire se siamo da zona rossa, gialla, arancione. Esistono i comitati tecnici scientifici, nazionale e regionale, che ci devono dire quale è la situazione. Non so dire quindi se oggi siamo da zona rossa perché non ho tutti i dati che ha invece il Cts”. Tuttavia, Del Bono ha specificato: “Sarei per arginare il flusso di gente il sabato pomeriggio in centro città. Se resterà la zona gialla valuterò di limitare la vendita di alcolici nel centro città dopo quanto visto negli ultimi fine settimana, sabato soprattutto”.

Sul tema si è espresso anche il consigliere regionale Gianni Girelli, presidente della Commissione d’inchiesta sul Covid-19: “In attesa delle indicazioni del Cts e delle decisioni sull’innalzamento delle misure anticontagi, invitiamo Regione Lombardia a collaborare con i nostri sindaci e a intensificare in modo massiccio i tamponi sulla popolazione bresciana. Dobbiamo assolutamente evitare di ripiombare in una nuova ondata, dobbiamo impedire che i focolai, probabilmente dovuti alle varianti in circolazione, diano una battuta d’arresto alla vaccinazione anticovid che in questi giorni sta interessando anche gli ultraottantenni”, ha detto l’esponente del Pd.

“Non siamo ancora fuori pericolo, in Lombardia la profilassi procede troppo lentamente rispetto al virus che corre. E ci sono ancora troppe problematiche relative alle somministrazioni. Ma soprattutto è ancora purtroppo sottostimata la capacità di test molecolari e antigenici. Senza una cura valida e con le dosi vaccinali che scarseggiano, gli unici rimedi sono sempre gli stessi: distanziamento, prevenzione e tamponi. Fino a quando non avremo raggiunto almeno il 50 per cento della popolazione vaccinata dobbiamo continuare senza sosta con le misure di contenimento, con l’uso massiccio delle mascherine, preferibilmente le Ffp2, soprattutto nei luoghi chiusi. Ma dobbiamo anche far capire alla popolazione che a differenza della prima ondata, oggi sappiamo come e dove scovare il Covid. Soprattutto per l’economia un nuovo stop sarebbe letale”, ha concluso Girelli.

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