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Libia, naufragio al largo della Libia: morto un neonato

Di Futura D'Aprile
Pubblicato il 19 Mar. 2019 alle 18:10 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 00:47
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Immagine di copertina
Immagine di repertorio. Credit: AFP

Il 19 marzo 2019, mentre la nave italiana Mare Jonio veniva bloccata al largo di Lampedusa, un altro barcone è naufragato al largo di Sabrata, in Libia.

La notizia è stata diffusa dall’International Organization for Migration (Iom), che sottolinea come solo 15 migranti siano stati tratti in salvo e trasferiti in un ospedale in Libia: alcuni di loro avevano delle fratture ossee.

Secondo quanto riportato dal portavoce dal Marina libica, l’ammiraglio Ayob Amr Ghasem, nel naufragio avrebbe perso la vita un neonato, mentre altri migranti sarebbero riusciti a raggiungere le coste poco lontane e a mettersi così in salvo.

“Alle 10 é stato osservato il naufragio di una barca avvenuto tra Sabrata e Surman. A bordo c’erano 47 migranti illegali”: si legge nel comunicato di Ghasem.

“Si trattava di un’imbarcazione di legno che si è capovolta nei pressi della costa. L’acqua era così bassa che si poteva camminare”, ha poi proseguito il portavoce della Marina libica.

“Sedici migranti sono stati salvati da abitanti della zona, ma è stato ritrovato il corpo di un bambino”.

Secondo quanto affermato dal portavoce, non sarebbero stati ritrovati altri cadaveri per cui le autorità presumono che gli altri migranti a bordo del barcone affondato “siano approdati e datisi alla fuga”.

Le informazioni più certe sono solo quelle che si riferiscono ai 15 migranti recuperati “e affidati alle autorità di sicurezza”.

Il capo dell’ufficio locale per il contrasto alle migrazioni illegali, Bassem al-Gharabli, ha invece reso noti dei dati diversi rispetto a quelli della Marina.

Al-Gharabli ha riferito che nell’imbarcazione affondata il 19 marzo vi erano 27 persone e che otto migranti sono dispersi in mare, secondo quanto ricostruito grazie alle testimonianze dei sopravvissuti.

Da gennaio 2019 oltre 1.280 persone hanno lasciato l’Africa per cercare di raggiungere le coste europee e oltre 154  hanno perso la vita nel Mediterraneo, secondo i dati dell’Oim.

“Le possibilità di morire sono altissime e oggi c’è stato un altro naufragio al largo della Libia. Salvare vite in mare  è una necessità assoluta, oggi più che mai”, ha scritto Flavio di Giacomo su Twitter.

>>Chi salva i migranti se le navi sono in porto?

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