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Isola dei Famosi, “Ora mi inca**o e ti faccio i nomi”: Paolo Brosio furioso con la produzione

Il giornalista e scrittore sbotta contro Alvin e contro Alessia Marcuzzi

Di Cristiana Mastronicola
Pubblicato il 14 Feb. 2019 alle 12:58 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 08:07
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Immagine di copertina
Paolo Brosio sull'Isola. Credit: canale 5

Paolo Brosio torna a far parlare di sé. Nella puntata dell’Isola dei Famosi andata in onda su Canale 5 nella sera del 13 febbraio, il giornalista e scrittore ha dato il meglio di sé. Brosio non ha digerito certe dinamiche interne al programma e così si è fatto sentire.

Siamo giunti alla quinta puntata del reality show in Honduras. Brosio esplode contro la produzione e prende le difese del collega naufrago Stefano Bettarini. Le accuse nei confronti dell’ex calciatore sono quelle di aver manomesso la macchina del riso.

Il giornalista e scrittore decide allora di schierarsi dalla parte dell’ex calciatore. “Mi ritengo responsabile di quello che è successo. Anche se io di questo trucchetto non sapevo nulla mi ritengo complice. Sembra di stare al 1992/93 quando stavo davanti al tribunale di Milano. Noi siamo in una situazione di difficoltà estrema, quando la situazione diventa troppo critica abbiamo bisogno di certe cose arrivano. Ma quando arrivano? Quando le infezioni dei mosquitos sono già arrivate?”.

Ne ha per tutti, Paolo Brosio. Quando, infatti, Alvin cerca di dire la sua per mediare la situazione e calmare il giornalista, Brosio sbotta ancora: “Fammi finire! Tu fai l’inviato e io il naufrago, lasciami naufragare! Mi sembra che a Stefano sia stata tirata addosso una croce molto pesante, so che non è una persona sleale”.

E spiega ancora Brosio: “Io dico bisogna relativizzare e dare a Cesare quel che è di Cesare”. Anche dallo studio, in soccorso ad Alvin, arriva la padrona di casa. Alessia Marcuzzi, infatti, cerca di far capire al concorrente in gara che l’eliminazione non ha nulla a che vedere con la questione del riso.

Brosio si sente provocato e risponde alla Marcuzzi: “No adesso mi incazzo, quando le regole fanno bene alla produzione allora va bene tutto. Non va bene! Ti faccio nomi e casi di noi che avevano diritto ad avere certi oggetti e certi medicinali che sono arrivati dopo sette giorni”. “Questa ruota è una cagata mostruosa e basta!”, conclude il giornalista arrabbiato.

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