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Gianni De Michelis, il deputato socialista con la passione per le discoteche: “Dove andiamo a ballare questa sera?”

Di Laura Melissari
Pubblicato il 11 Mag. 2019 alle 11:59 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 02:46
Immagine di copertina

Gianni De Michelis dove andiamo a ballare questa sera? | Oggi 11 maggio 2019 si è spento dopo una malattia Gianni De Michelis, storico deputato e ministro socialista degli ‘anni 80.

Ma il socialista non era conosciuto solo per la sua carriera politica: nel suo passato grande ruolo hanno giocato il ballo e le discoteche, tanto che nel 1987 pubblica una guida dal titolo: “Dove andiamo a ballare questa sera?”

Gianni De Michelis discoteche | Il libro, diventato un cult e oggi quasi introvabile, recensiva 250 discoteche di tutta Italia.

“Duecentocinquanta discoteche raccomandabili, frequentabili, a cui poter rivolgersi con sicurezza per passare bene il proprio tempo e per spendere bene il proprio denaro”, scrive De Michelis.

Una attività insolita per un ministro, che ben prima delle ospitate di Matteo Salvini nelle discoteche di Milano Marittima, frequentava luoghi lontani da quelli grigi e istituzionali.

“Devo ammetterlo, sono stati molti quelli che, mentre stavo lavorando alla preparazione della Guida, mi hanno chiesto Perché questo libro? Come mai è venuto in mente proprio a te, che sei un politico, di scriverlo?”, gli chiedevano i colleghi.

Era un politico sui generis, perfettamente immerso nei ruggenti anni ’80, e che voleva frequentare i luoghi dei giovani.

Uno dei suoi soprannomi dell’epoca – affibbiatogli da Enzo Biagi – era proprio “avanzo di balera”.

Qui uno storico video che lo ritrae in discoteca:

L’idea della Guida non arriva per caso. De Michelis adora girare per locali, soprattutto quelli notturni. Lì incontra i giovani e si diverte a ballare con loro, a conoscerli. Non è solo l’amore per il ballo a spingerlo a frequentare le discoteche, quanto piuttosto l’intuizione che è proprio frequentando quei posti che si possono conoscere e capire i ragazzi dell’epoca.

Come dirà lo stesso De Michelis, le discoteche “sono ormai, dopo la famiglia e la scuola, il più importante luogo di socializzazione per le nuove generazioni. […] Per dirla con una battuta, nell’Italia di fine secolo le discoteche stanno sostituendo il servizio militare dell’Italia dell’inizio del secolo come prima grande scuola di vita e di comportamento per i giovani”.

In un mondo senza rete, il politico socialista sente il bisogno di stilare una lista di locali dove andare a ballare. Come ce ne sono per i ristoranti e per gli hotel, così dovrebbe esisterne una proprio per le discoteche.

Dentro il Rojava, guerra di Siria

La Guida di De Michelis si presenta comunque come un prodotto “semiserio”. Per questo il politico si impegna a scrivere una prefazione dal taglio prettamente economico: sa bene, De Michelis, che le discoteche in quegli anni sono un comparto produttivo destinato a diventare sempre più importante.

Per questo il politico craxiano butta già numeri e dati mettendo in luce come le discoteche abbiano nel 1987, quando scrive, una rilevanza economica non indifferente. “Si può tranquillamente valutare il fatturato complessivo ’87 attorno ai millecinquecento miliardi, cifra veramente notevole se si pensa che la maggior parte delle discoteche a aperta stagionalmente o nei week end”, scrive ancora De Michelis.

Dentro il Rojava, guerra di Siria

Ma nel testo, il politico si diverte a descrivere con minuzia di particolari i locali consigliati. L’attenzione nello specifico si concentra sulla musica e i dj, di certo dettagli non trascurabili negli ambienti delle discoteche.

La Guida di De Michelis è lo specchio di una realtà, quella dei gaudenti anni Ottanta che si apprestano ad aprire le porte ai Novanta, che vede nelle discoteche un luogo di svago, ma anche un settore in continua crescita. Il politico socialista tratteggia quei luoghi per passione, ma ritrae uno spaccato di società come nessuno lo aveva fatto prima.