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Dolor y Gloria, il ritorno di Pedro Almodóvar che ha stregato Cannes

Di Francesca Ceccarelli
Pubblicato il 24 Mag. 2019 alle 20:12 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 02:42
Immagine di copertina

Dolor y gloria Almodóvar Cannes 2019 |Uscito lo scorso 17 maggio al cinema e in corso al Festival di Cannes, Dolor y gloria segna la definitiva rinascita di Pedro Almodóvar.

Un nuovo processo di fascinazione per il regista spagnolo che si respira già dal trailer: leggero scorre il brano “come sinfonia” di Pino Donaggio re-interpretato da Mina.

Dolor y Gloria ha riscontrato fin dal suo esordio un grande successo di critica e pubblico come conferma il botteghino con incassi che superano gli 80mila euro. 

Almodóvar sceglie di puntare, per il suo 22esimo film, i riflettori su di sè, ritagliando su un personaggio maschile alcuni tratti autobiografici che vengono alla luce scena dopo scena.

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Almodóvar in un’intervista a La Repubblica, nel corso della presentazione a Cannes ha dichiarato che il “tasso di autobiografia [che] c’è in Dolor y gloria […] sul fronte dei fatti è il 40 per cento, ma per quello che riguarda un livello più profondo, si tratta del 100 per cento”.

“In tutti i posti dove il personaggio di Antonio [Banderas, ndr] è stato, ci sono stato anche io, la casa di Salvador è una copia della mia”. 

Quello che il regista spagnolo non conferma è di aver fatto uso di eroina o di aver pronunciato alcune frasi nei confronti della madre come fa il protagonista nel film.

Dolor y Gloria | Trama

Dolor y Gloria di Almodóvar racconta una serie di ricongiungimenti di Salvador Mallo (Antonio Banderas), un regista cinematografico al capolinea artistico.

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Attraverso i ricordi ripercorre tutta la sua vita. La sua infanzia è negli anni ‘60 quando emigrò con i suoi genitori a Paterna, un comune situato nella provincia di Valencia, in cerca di fortuna.

Poi i primi amori e una Madrid anni ‘80, l’amora per la scrittura e la scoperta del cinema così come la crisi artistica.

Ricordando e raccontando quello che è stato Salvador riesce non solo a guarire le sue ferite ma a trovare una nuova pace e linfa vitale.

Almodóvar | polemica Netflix

Nel 2017 Almodóvar, presidente di giuria a Cannes aveva sottolineato la sua opposizione alla presenza di due film targati Netflix in concorso. Ora torna in un’intervista a Variety a parlare dell’argomento.

Ribadendo la sua posizione ma con toni meno accesi: “I film sono concepiti per essere mostrati su grande schermo, al buio, a persone che non si conoscono. E’ questa la magia del cinema”.

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Per quanto riguarda la stesura di una serie non esclude l’idea.

Non sarebbe una serie monotematica, ma composta di episodi indipendenti l’uno dall’altro, magari di storie brevi, simili a dei cortometraggi”.

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