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Da Milano a Roma, in migliaia in marcia per il clima in nome di Greta: le foto degli inviati di TPI

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 15 Mar. 2019 alle 16:31 Aggiornato il 15 Mar. 2019 alle 16:47

“Ci avete rotto il clima!”, urlano centinaia di migliaia di ragazzi in tutta Italia dalle manifestazioni #FridayforFuture. L’Italia è solo uno dei 123 paesi che hanno aderito allo sciopero mondiale per il clima, partito dall’idea della ragazza-attivista svedese, Greta Thunberg, e che ora si sta trasformando in un nuovo movimento ecologista globale.

> Le interviste di TPI agli studenti in piazza per il clima

Sono soprattutto giovani, studenti dei licei, ma anche più piccoli, accompagnati dai loro genitori. Una piccola porzione del nostro presente, ma sicuramente il 100 per cento del nostro futuro.

Una serie di scioperi erano stati fissati tutti i venerdì e sono cresciuti fino alla data del 15 marzo: Fridays For Future è il loro slogan, ma la protesta in piazza è andata ben oltre gli hashtag confinati sui social network.

TPI ha seguito le manifestazioni di Roma e Milano con gli inviati sul campo.

Nella Capitale il punto di ritrovo è il Colosseo e già alle 10.30 fiumi di liceali cominciavano a radunarsi con striscioni colorati, volti dipinti e enormi gonfiabili a forma di terra, che secondo i manifestanti “sparirà in pochi anni se non facciamo qualcosa per salvarla”.

Ispirati da Greta, ma con una loro identità, dicono a TPI che “ormai questo per il clima è diventato un nuovo movimento, non una protesta ma qualcosa nato per far sentire le voci dei giovani sull’ambiente”.

Per la questura sono 25mila, secondo gli organizzatori 40mila. A guardare Piazza Venezia e via dei Fori Imperiali l’impatto è quello di una “marea verde” sotto il sole.

Anche al nord la partecipazione è stata ampissima. A Milano, oltre 100mila persone sono scese in strada per il Climate Strike.

“Vieni giù,  vieni giù, manifesta pure tu!”, questo il coro che hanno rivolto i ragazzi, le Greta italiane, ai curiosi affacciati alle finestre. Perché “il clima deve interessare tutti, è la casa comune dove viviamo”.

Uno dei cartelli più ricorrente a Milano è “Non abbiamo un altro pianeta. Non c’è il pianeta B”, proprio per sottolineare che dobbiamo cambiare le condizioni attuali, non sperare in un miracolo.

Le richieste fatte ai politici sono molto precise: “leggi più incisive sulla salvaguardia dell’ambiente, riduzioni delle emissioni Co2 e rispetto immediato degli accordi di Parigi sui due gradi di innalzamento massimo di riscaldamento globale”, spiega Marco Galaverni, responsabile WWF Italia.

Hanno saltato la scuola questi ragazzi, è vero. Ma lo hanno fatto per un motivo importante: salvare il loro futuro.