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Le macabre pratiche chirurgiche dell’Ottocento

Queste illustrazioni mostrano tecniche, porzioni anatomiche, strumenti, nel segno di una nuova fiducia nella pratica chirurgica

Di Emma Zannini
Pubblicato il 26 Ott. 2017 alle 10:02
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Crucial Interventions, dello storico della medicina Richard Barnett, è un volume che raccoglie alcune illustrazioni delle pratiche chirurgiche di metà Ottocento. Si tratta di descrizioni visive di interventi, strumenti del mestiere e porzioni anatomiche.

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Durante l’Ottocento, la chirurgia passò dall’essere considerata una pratica pressoché inutile al riscuotere un successo e un interesse incredibili, sull’onda del clima positivista e della fiducia nella scienza. Si iniziarono quindi a disegnare e a diffondere le diverse tecniche e le novità delle pratiche, per poter rendere accessibili a tutti i medici gli ultimi ritrovati.

Anche la figura del chirurgo venne rivalutata: un maestro d’arti, ancora parzialmente escluso dai titoli maggiori, ma già sensibile ai progressi delle conoscenze anatomiche e fisiologiche e aperto alla sperimentazione di nuove tecniche operatorie o di strumenti chirurgici.

I progressi furono particolarmente sensibili nel campo delle pratiche connesse alla chirurgia militare, ma anche tecniche operatorie antichissime come la trapanazione del cranio e la litotomia furono sconvolte, con l’introduzione di tecniche operatorie innovative e conseguentemente di nuove tipologie di ferri chirurgici.

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Queste illustrazioni colorate rivelano l’attenzione tutta nuova per la chirurgia e mostrano alcuni degli interventi più macabri che all’epoca avvenivano ancora senza anestesia: da un discutibile metodo per curare lo strabismo, alla rimozione di una parte di mascella.

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