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I bambini “di strada” che vivono tra i binari delle stazioni del Bangladesh, tra droga, criminalità e prostituzione

Il progetto Nobody Cares, del fotografo originario del Bangladesh Nasif Imtiaz, raccoglie le immagini delle condizioni di vita dei bambini nei pressi della principale stazione del Bangladesh

Di Camilla Palladino
Pubblicato il 3 Feb. 2018 alle 16:28
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Il Bangladesh è un controverso paese in cui, nonostante vengano registrati continui miglioramenti legislativi, finanziari ed economici, l’ingiustizia sociale continua a essere palpabile e milioni di persone continuano a vivere una vita completamente al di fuori del progresso.

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Secondo un rapporto dell’Unicef del 2011, l’84 per cento della popolazione vive con meno di un dollaro al giorno, 5 milioni di bambini sono costretti a lavorare, e 300mila bambini vivono per le strade, con le continue calamità e i disastri naturali a peggiorare la situazione.

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Per non parlare dei dati diffusi dal dipartimento dei servizi sociali del Bangladesh: almeno 36mila bambini Rohingya sono rimasti orfani dopo essere fuggiti in Bangladesh con le loro famiglie a partire dal 2017, a causa delle persecuzioni contro i musulmani Rohingya in Birmania.

Leggi anche: SPECIALE: La crisi dei rohingya in Birmania

All’interno del suo progetto, il fotografo originario del Bangladesh Nasif Imtiaz ha esplorato la quotidianità dei bambini orfani che vivono per strada nella zona della stazione ferroviaria di Dhaka, nel centro del paese.

Ne risulta uno scenario desolante e decadente, fatto di arti amputati, marijuana mista a tabacco e una vita sprezzante del pericolo di trovarsi ad attraverso le rotaie qualche istante prima che il treno passi.

Nella gallery fotografica si possono vedere le immagini della serie “Nobody Cares“, che il fotografo.

“Stazione ferroviaria di Kamalapur, Dhaka. La più grande stazione ferroviaria del Bangladesh e la più importante fermata per il trasporto ferroviario tra Dhaka e il resto del Bangladesh”, spiega il fotografo sul suo sito.

“Molti bambini di strada vivono qui e molti di loro non conoscono la loro famiglia. Per alcuni bambini, questa stazione è sia il luogo della loro nascita, sia il luogo della loro morte”.

La maggior parte di questi bambini sono figli illegittimi di donne povere. Alcuni di questi bambini diventano ladri, altri portano i bagagli per i passeggeri delle ferrovie e altri raccolgono e vendono bottiglie di plastica vuote per denaro.

“Alcuni di questi bambini sono anche quelli che vengono abbandonati dai loro genitori che non possono mantenerli. In queste circostanze, le bambine di solito finiscono per prostituirsi, mentre i ragazzi diventano tossicodipendenti”, racconta ancora.

Molte ONG lavorano duramente per dar loro un futuro più luminoso, ma non è abbastanza.

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