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Un leone è stato ucciso in Zimbabwe come trofeo di caccia

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È avvenuto nel parco naturale di Hwange, in Zimbabwe. Ogni anno vengono importati illegalmente in Europa circa 200 leoni trofeo provenienti dall'Africa

In Zimbabwe un cacciatore ha pagato una tangente di circa 50mila euro alle guide del parco naturale di Hwange, nella parte occidentale del Paese, per poter uccidere uno tra i più famosi e importanti leoni della riserva.

Le autorità del parco affermano che sarebbe uno spagnolo il mandante dell’uccisione, ma quest’ultimo non è ancora stato rintracciato. La Bbc conferma che due guide sono già state arrestate.

Il leone, che si chiamava Cecil e aveva 13 anni, era una vera e propria celebrità all’interno del parco naturale di Hwange, in Zimbabwe.

Bryan Orford, una guida che lavora nel parco naturale, ha dichiarato a National Geographic che Cecil rappresentava la maggiore attrazione turistica della riserva e che la sua perdita è un duro colpo anche in termini monetari.


L’animale sarebbe stato ferito utilizzando una balestra e successivamente ucciso con un fucile, dopo esser stato inseguito per oltre 40 ore. Infine è stato decapitato e scuoiato.

L’animale è stato adescato fuori dal parco naturale, una tattica tipica dei cacciatori per far sì che le uccisioni degli animali protetti, come i leoni, siano considerate legali.

Johnny Rodrigues, a capo della Zimbabwe Conservation Task Force, un gruppo anti-bracconaggio che promuove la tutela delle specie animali del Paese, ha aggiunto che l’uso di arco e frecce ha inaugurato una nuova modalità di caccia, più silenziosa, e volta a evitare l’arresto.

Il leone aveva addosso un collare Gps per un progetto di ricerca dell’Università britannica di Oxford – portato avanti dal 1999 – che consentiva alle autorità del parco naturale di monitorare i suoi movimenti.

Come riporta il quotidiano britannico Guardian, la ricerca dell’Università di Oxford esaminava l’impatto della caccia sportiva sui leoni che vivono nella zona dei safari che circonda il parco naturale di Hwange, e durante il periodo di studio su 62 leoni monitorati ne sono morti 34, di cui 24 uccisi da cacciatori sportivi. La caccia sportiva nelle zone che circondano il parco naturale ha inoltre provocato la morte del 72 per cento dei leoni maschi adulti presenti nell’area di studio.

Cecil è solo uno dei circa 200 “leoni trofeo” che i cacciatori importano legalmente ogni anno in Europa, e secondo quanto segnala il Guardian, Germania, Francia e Spagna rappresentano i maggiori clienti di questo commercio.

“Dal 2007 al 2012 la Spagna è stato il Paese che ha importato il maggior numero di trofei di leoni dal Sudafrica, per un totale di 450 capi, contro i 100 della Germania. L’Europa dovrebbe vietare l’importazione di questi trofei di caccia”, afferma Luis Muñoz, portavoce di Chelui4lions, un’associazione spagnola anti-bracconaggio.

“La morte di Cecil è una tragedia, non solo perché era un simbolo dello Zimbabwe, ma perché ora i suoi sei cuccioli verranno uccisi, in quanto un nuovo maschio non permetterà loro di vivere, così da incoraggiare altre esemplari femmina ad accoppiarsi con lui ” ha inoltre dichiarato Rodrigues.

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