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Regno Unito, violentata e uccisa da un suo amico: lei lo aveva respinto

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Regno Unito, violentata e uccisa da un suo amico: lei lo aveva respinto

Una 20enne è stata violentata e uccisa da un amico che lei aveva respinto: la vicenda, avvenuta poco meno di un anno fa nel Regno Unito, è tornata alla ribalta in questi giorni con l’inizio del processo a carico del ragazzo accusato di omicidio e violenza sessuale. Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, il 18 settembre, la 20enne Keeley Bunker, questo il nome della vittima, e un suo amico, il 19enne Wesley Streete, si sono recati a un concerto di un rapper presso l’arena O2 di Birmingham. Una volta terminata l’esibizione, il ragazzo si è offerto di accompagnare a casa Keeley.

I due, dunque, hanno fatto rientro a Tamworth, cittadina nella contea di Staffordshire, dove la 20enne ha poi trovato la morte dopo essere stata violentata. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Wesley avrebbe proposto alla vittima di appartarsi in un luogo isolato: al suo rifiuto, avrebbe abusato della 20enne per poi ucciderla tramite strangolamento. Il corpo seminudo della giovane è stato ritrovato in un bosco nei pressi della cittadina: ad inchiodare l’assassino è stato il Dna, ritrovato sul corpo della vittima. Il 19enne dapprima ha negato qualsiasi responsabilità, affermando di aver accompagnato la ragazza a casa e di averla lasciata viva, poi ha cambiato versione aggiungendo di aver fatto sesso con la ragazza, la quale secondo la sua versione era consenziente, e di averla inavvertitamente strangolata mentre lui le teneva il collo durante il rapporto. A inchiodare il 19enne, però, vi sono i segni sul corpo della vittima, che dimostrerebbero come la ragazza abbia tentato di liberarsi prima di morire.

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