Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:58
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

La fotoreporter della Reuters: “Non posso continuare a lavorare per un’agenzia che giustifica l’assassinio di 245 giornalisti a Gaza”

Immagine di copertina

La protesta di Valerie Zink diventa virale sui social

È diventata virale sui social la protesta di Valerie Zink, fotoreporter canadese della Reuters, che ha deciso di interrompere la sua collaborazione con l’agenzia di stampa accusandola di “giustificare e favorire”
l’uccisione sistematica di giornalisti a Gaza da parte di Israele. In un post pubblicato sul suo profilo Facebook, Zink, che ha lavorato per il New York Times, Al Jazeera e altre testate in Nord America, Europa e Asia ha annunciato la sua intenzione di non lavorare più per la Reuters, dopo otto anni di collaborazione, accusando l’agenzia di stampa di “giustificare e favorire” 
l’uccisione sistematica di giornalisti a Gaza da parte di Israele.

“A questo punto mi è diventato impossibile mantenere un rapporto con la Reuters 
- scrive la fotoreporter – visto il suo ruolo nel giustificare e consentire l’assassinio sistematico di 245 giornalisti a Gaza. Devo ai miei colleghi in Palestina almeno questo, e molto altro. Quando Israele ha ucciso Anas Al-Sharif, insieme a tutto l’equipaggio di Al-Jazeera a Gaza City
il 10 agosto scorso, la Reuters ha scelto di pubblicare l’affermazione interamente infondata 
di Israele secondo cui Al-Sharif fosse un agente di Hamas – una delle innumerevoli bugie 
che i media come Reuters hanno dovuto ripetere”.

Zink, inoltre, ha condannato la risposta di Reuters all’uccisione di un suo cameraman nel raid israeliano sull’ospedale Nasser di Khan Yunis in cui sono morte 20 persone, tra cui 5 giornalisti. “I media occidentali sono direttamente responsabili 
di aver creato le condizioni in cui ciò può accadere” ha scritto la fotoreporter. Secondo Valerie Zink,i media occidentali, ripetendo le affermazioni dell’esercito israeliano 
senza verificarle, hanno “reso possibile l’uccisione di più giornalisti in due anni su una piccola striscia di terra rispetto a quanto avvenuto nella Prima e Seconda Guerra Mondiale, in Corea, Vietnam, Afghanistan, Jugoslavia e Ucraina messe insieme”.

Ti potrebbe interessare
Esteri / Riceve un bonifico da 20 miliardi sul conto mentre fa la spesa
Esteri / Strage di Crans-Montana, Jessica Moretti: "Su di noi falsità, ci hanno distrutti"
Esteri / Il soccorritore finlandese sui sub italiani morti alle Maldive: "I corpi erano tra gli squali"
Ti potrebbe interessare
Esteri / Riceve un bonifico da 20 miliardi sul conto mentre fa la spesa
Esteri / Strage di Crans-Montana, Jessica Moretti: "Su di noi falsità, ci hanno distrutti"
Esteri / Il soccorritore finlandese sui sub italiani morti alle Maldive: "I corpi erano tra gli squali"
Esteri / L’appello della Svezia ai genitori: “No ai cellulari quando siete con i figli”. E arrivano le linee guida: ecco quando spegnere il telefono
Esteri / L'editore del NYT contro le piattaforme AI: "Furto sfacciato della proprietà intellettuale"
Esteri / La telefonata di fuoco tra Trump e Netanyahu: "Tutti odiano Israele per colpa tua"
Esteri / Trump: "I colloqui con l'Iran continuano, Hezbollah accetta la tregua in Libano se Israele non attacca Beirut"
Esteri / Altro che tregua: Usa e Iran si attaccano a vicenda, tornano i droni sul Kuwait e Israele avanza in Libano
Esteri / Gaza: Netanyahu ha ordinato alle Idf di occupare il 70% della Striscia
Esteri / In fuga da Trump: sempre più turisti evitano gli Stati Uniti