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Home » Esteri

Vaccini Covid, Draghi: “L’Italia donerà 45 milioni di dosi ai Paesi più poveri entro l’anno”

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Credit: ANSA/FABIO FRUSTACI / POOL

È la promessa del premier italiano al Global Covid Summit a margine dell'Assemblea generale dell'Onu

“Noi siamo pronti a triplicare i nostri sforzi” nella donazione di dosi dei vaccini. “Entro fine anno doneremo 45 milioni di dosiai Paesi più poveri. Lo ha promesso il premier Mario Draghi intervenendo al ‘Global Covid-19 Summit‘, a margine dell’Assemblea generale dell’Onu.

In occasione del Global Health Summit di Roma del maggio scorso Draghi aveva annunciato la donazione, da parte dell’Italia, di 15 milioni di dosi. “Abbiamo fatto grandi progressi” nella distribuzione dei vaccini attraverso il programma Covax ma “ci sono ancora grandi disuguaglianze” e per questo “bisogna essere pronti a essere più generosi“, sottolinea il premier.

“La cooperazione globale è essenziale per permettere che finisca quest’emergenza pandemica e per prevenire le emergenze sanitarie”, aggiunge il premier. “Nel mondo 2,5 miliardi di persone sono vaccinate e un miliardo è parzialmente vaccinato (con una dose, ndr)”, ricorda il capo del governo.

“Uno dei punti deboli nella risposta globale alla pandemia è stato l’insufficiente coordinamento tra autorità sanitarie e finanziarie. Come presidenza del G20 noi vogliamo istituire il ‘Global Health e Finance Board” che “potenzierà la cooperazione globale nella governance e nel finanziamento per la risposta e la prevenzione alle pandemie”, afferma inoltre Draghi intervenendo al ‘Global Covid-19 Summit‘. Il Board “supporterà la collaborazione tra il G20 e l’Oms, al Banca Mondiale ed altre organizzazioni internazionali. Noi accogliamo la proposta americana di un Fondo finanziario intermediario”, aggiunge. “Lasciatemi nuovamente ringraziare il presidente Biden per la sua leadership nel promuovere questo evento – prosegue – Certamente il G20 a Roma partirà dai risultati di oggi”.

“I meccanismi multilaterali, come l’acceleratore Act e Covax, rimangono gli strumenti più efficaci per assicurare un’efficace distribuzione dei vaccini e per creare la capacità necessaria per somministrarli – spiega il premier – Dobbiamo anche offrire adeguato supporto logistico per assicurare che i vaccini raggiungano coloro che ne hanno più bisogno. Perché, con l’aumento della capacità produttiva, la sfida principale sarà come trasportare i vaccini, non come produrli“.

La salute è un bene pubblico globale e deve essere preservata ovunque“, dice il premier, aggiungendo che “il vertice globale sulla salute (Global Health Summit), tenutosi lo scorso maggio a Roma, è un buon esempio di ciò che un multilateralismo efficace è in grado di produrre. I Paesi e le aziende farmaceutiche hanno promesso dosi di vaccini e finanziamenti in favore dei Paesi vulnerabili. E nella Dichiarazione di Roma ci siamo impegnati a rispettare una serie di principi comuni per essere meglio preparati ad affrontare la prossima minaccia sanitaria”.

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