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Usa, studenti contraggono volontariamente il Covid per vendere il proprio plasma

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 18 Ott. 2020 alle 11:07 Aggiornato il 18 Ott. 2020 alle 11:13
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Studenti contraggono Covid per vendere il proprio plasma

Un gruppo di studenti della Brigham Young University Idaho, negli Stati Uniti, ha contratto il Coronavirus volontariamente per poi poter vendere il proprio plasma alle aziende che offrono compensi ai donatori. A riportarlo è stata la stessa Università, che in una dichiarazione ufficiale ha comunicato la sospensione dei ragazzi coinvolti e di aver aperto un indagine sull’accaduto.

“La BYU-Idaho è profondamente turbata dai racconti di individui che hanno intenzionalmente esposto se stessi o loro congiunti alla COVID-19  con la speranza di contrarre la malattia e di essere pagati per il plasma che contiene anticorpi COVID-19″, si legge nella dichiarazione diffusa dall’Ateneo. “L’università condanna questo comportamento e sta cercando attivamente prove di questa condotta nel nostro corpo studentesco”. Intanto 109 gli studenti della BYU-Idaho risultano positivi al Coronavirus. Secondo quanto riportato dai media americani, un’azienda statunitense che si occupa di plasma iperimmune incoraggia chi ha contratto il virus a donare il proprio plasma in cambio di 100 dollari.

L’annuncio si trova sul sito della Grifolf Biomat Usa Rexburg, ma anche altre aziende promettono compensi ai malati di Covid guariti, come il BioLife Plasma Services di Ammon, che di dollari ne offre 200. I potenziali donatori devono essere guariti e non avvertire sintomi da almeno 14 giorni. “Non è mai necessario ricorrere a comportamenti che mettono in pericolo la salute o la sicurezza per sbarcare il lunario”, ha dichiarato lo staff Brigham Young University Idaho, rivolgendosi agli studenti che si trovano in situazioni economiche svantaggiate.

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