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Home » Esteri

Usa, sospetto attentato a Las Vegas: per l’FBI l’autore si è suicidato “per motivi sconosciuti”

Immagine di copertina
La scena del presunto attentato di Las Vegas al Trump Hotel. Credit: ZUMAPRESS.com / AGF

Matthew Alan Livelsberger, l’uomo trovato morto alla guida del pick-up della Tesla esploso davanti al Trump Hotel di Las Vegas in un presunto attentato terroristico, si è suicidato “per motivi sconosciuti”.

“Abbiamo scoperto attraverso l’ufficio del medico legale che l’individuo aveva subito una ferita da arma da fuoco alla testa prima che il veicolo esplodesse”, ha dichiarato ieri sera in conferenza stampa lo sceriffo di Las Vegas Kevin McMahill. “Matthew Livelsberger, 37 anni, di Colorado Springs, Colorado, è stato identificato come conducente del veicolo nell’indagine sull’esplosione”, ha aggiunto McMahill. “Il suo corpo carbonizzato era irriconoscibile”. Le autorità statunitensi, in attesa della conferma tramite le analisi del DNA, hanno infatti identificato Livelsberger dai documenti d’identità ritrovati sulla scena.

“Le motivazioni del sospettato rimangono sconosciute in questa fase”, ha poi spiegato, durante la stessa conferenza stampa, l’agente speciale del FBI, Spencer Evans. “Non disponiamo di informazioni che ci permettano di affermare con certezza o suggerire che fosse motivato da una particolare ideologia”. All’interno del veicolo, ha proseguito poi l’agente dell’ATF Kenny Cooper, le autorità statunitensi hanno rinvenuto “due pistole semiautomatiche”, acquistate “legalmente” il 30 dicembre scorso dalla vittima. Una di queste, ha aggiunto, è stata trovata ai piedi del cadavere. Presumibilmente è stata usata per il suicidio.

Membro delle forze speciali dell’esercito degli Stati Uniti, secondo un comunicato diramato dal Pentagono, “al momento della sua morte” nel presunto attacco a Las Vegas Matthew Alan Livelsberger era in “congedo autorizzato”. L’uomo, un soldato decorato, si era arruolato nel 2006 e aveva prestato servizio nell’esercito fino al 2011, prima di unirsi alla Guardia Nazionale, quindi alla Riserva e infine ai Berretti verdi nel 2012.

L’esplosione, avvenuta il 1° gennaio davanti al Trump Hotel dove sono rimaste lievemente ferite 7 persone, ha seguito di poche ore l’attentato terroristico compiuto in nome del sedicente Stato Islamico (Isis) a New Orleans dal veterano statunitense Shamsud-Din Jabbar, che ha provocato 14 morti e 35 feriti, prima di essere ucciso dalla polizia intervenuta sulla scena.

Malgrado inizialmente le autorità della Louisiana abbiano sospettato una complicità tra Livelsberger e Jabbar, la FBI ha fatto sapere ieri che non esiste alcun “collegamento inconfutabile” tra i due fatti. In questo momento, ha spiegato l’agente Spencer, non ci sono informazioni che indichino un collegamento tra il sospettato del presunto attentato a Las Vegas, Matthew Alan Livelsberger, e qualsiasi “organizzazione terroristica nel mondo”.

Alla domanda se potesse definire l’atto una “missione suicida”, lo sceriffo McMahill ha risposto: “Non ho problemi a definirlo un suicidio considerando l’esplosione avvenuta immediatamente dopo”. In precedenza, le autorità locali avevano rivelato che nel bagagliaio del veicolo esploso erano state rinvenute tracce di taniche di benzina e “fuochi d’artificio”.

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