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Home » Esteri

Usa, il Senato vota per la fine del coinvolgimento nella guerra in Yemen

Immagine di copertina
Credit: Getty Images

I senatori hanno anche ribadito il coinvolgimento del principe bin Salman nella morte del giornalista Jamal Khashoggi

Il Senato americano ha approvato una risoluzione per chiedere la fine del coinvolgimento degli Stati Uniti nella guerra in Yemen e per ribadire il coinvolgimento del principe saudita nell’omicidio del giornalista Khashoggi.

In Yemen, Washington sostiene la coalizione a guida araba che dal 2015 bombarda i ribelli sciiti houthi filo-iraniani: Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti (a maggioranza sunnita) sono intervenuti nella guerra interna al paese yemenita per fermare l’avanzata dei ribelli sciiti.

Le risoluzioni votate il 13 dicembre 2018 si pongono in contrasto con la politica estera che il presidente Trump continua a portare avanti e si prevede un duro scontro al Congresso.

L’iniziativa tuttavia sarà dibattuta alla Camera dei Rappresentanti non prima di gennaio e ci si aspetta che il presidente ponga il suo veto. Nonostante ciò, il voto è un messaggio forte inviato dai Senatori all’amministrazione Trump, accusata da più parti di essere troppo vicina alla monarchia saudita.

La votazione finale sulla risoluzione in merito alla guerra in Yemen è passata con 56 voti a favore e 41 contrari, con sette Repubblicani che hanno votato contro la linea del loro stesso partito.

Molti politici Usa si sono schierati contro la guerra in Yemen con l’aumento del numero dei civili uccisi a causa degli attacchi aerei sauditi e degli Emirati Arabi Uniti, molti dei quali condotti con armi prodotte e vendute dagli Stati Uniti.

Prima del voto, molti funzionari dell’amministrazione Trump avevano esortato il Congresso a non approvare la risoluzione, affermando che avrebbe indebolito la capacità del Pentagono di sostenere l’Arabia Saudita nel conflitto in Yemen.

Nelle riunioni private avute con i legislatori, il Segretario di Stato Mike Pompeo e il Segretario alla Difesa Jim Mattis hanno descritto il conflitto come parte di una più ampia competizione regionale con l’Iran, che sostiene i ribelli houthi.

Il 9 novembre il Pentagono ha annunciato una sospensione del rifornimento di aerei da combattimento statunitensi all’Arabia Saudita e agli Emirati Arabi Uniti.

Intanto a continuano a Stoccolma i colloqui di pace per cercare di porre fine al conflitto che dal 2015 devasta lo Yemen.

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