L’amministrazione Usa di Donald Trump ha inserito il collettivo italiano Autistici/Inventati nella lista dei terroristi: “Sostengono Antifa”. La replica: “L’antifascismo non è terrorismo”
Il dipartimento del Tesoro statunitense congela i beni della piattaforma nata nei primi anni Duemila, accusandola di supportare reti eversive e fazioni armate internazionali attraverso reti inaccessibili alle indagini. Ma il gruppo rivendica il diritto al dissenso e annuncia che non fermerà i server
L’amministrazione del presidente Donald Trump ha inserito il collettivo italiano Autistici/Inventati nella lista nera delle organizzazioni terroristiche globali soggette a sanzioni da parte degli Stati Uniti, accusandolo di fornire supporto tecnologico a gruppi violenti di estrema sinistra in tutto il mondo. La decisione, annunciata dai dipartimenti del Tesoro e di Stato di Washington, etichetta la piattaforma come “Specially Designated Global Terrorist”, inquadrandola nell’offensiva annunciata dall’amministrazione Usa contro i movimenti radicali di sinistra, in particolare contro la galassia Antifa. Il provvedimento, che colpisce anche organizzazioni attive nel Regno Unito e fronti transnazionali legati alla liberazione della Palestina, prevede il congelamento immediato dei beni sotto giurisdizione americana e il divieto per cittadini e aziende di effettuare transazioni con i soggetti designati come terroristi. Non si è fatta attendere però la replica del gruppo, che ha ribadito il proprio “impegno nel fornire una piattaforma di strumenti di auto-difesa digitale per permettere ad attivist*, singole persone, gruppi e associazioni di comunicare liberamente”. “L’antifascismo”, sottolineano, “non è terrorismo”.
L’accusa
Washington, stando alle accuse mosse dal dipartimento di Stato Usa, considera Autistici/Inventati come una vera e propria infrastruttura del dissenso, mettendo a disposizione server esteri, chat crittografate, scudi per l’anonimato e un’architettura legata alla piattaforma Noblogs. “Autistici/Inventati (Collettivo A/I) è un gruppo estremista con sede in Italia che costruisce e gestisce l’infrastruttura digitale per cellule violente di Antifa e altri militanti di estrema sinistra in tutto il mondo”, sostiene l’amministrazione statunitense. “Fornisce una gamma completa di servizi – tra cui chat ed email crittografate, hosting web, videoconferenze e streaming sicuri, sistemi di anonimato e una serie di altri strumenti tecnologici – a gruppi marxisti, anarchici e di estrema sinistra negli Stati Uniti, in Europa e altrove”, prosegue la nota del dipartimento di Stato. “Questi strumenti sono specificamente progettati per supportare le operazioni di reti terroristiche di estrema sinistra, consentendo loro di organizzarsi, reclutare, comunicare, diffondere propaganda, condividere informazioni e tattiche sugli obiettivi e compiere attacchi violenti, il tutto rimanendo anonimi, irrintracciabili e al di fuori della portata della legge”.
Le autorità americane affermano che il gruppo vagli manualmente i potenziali utenti, garantendo l’accesso solo a chi dimostri affinità ideologiche antifasciste e anticapitaliste. Con circa “16mila caselle di posta, 1.500 siti-web, 5.500 mailing list e 10mila blog attivi”, questa galassia digitale verrebbe regolarmente sfruttata, secondo il dipartimento di Stato americano, da reti criminali per organizzarsi, diffondere manuali per ordigni e pubblicare rivendicazioni di attentati, il tutto rimanendo irrintracciabili alle forze dell’ordine.
Washington accusa la piattaforma di presunte complicità con cellule anarchiche responsabili dei sabotaggi delle reti ferroviarie in Francia, Italia, Germania e Paesi Bassi, del blocco dell’oleodotto transalpino TAL tra Austria, Germania e Repubblica Ceca e di un attacco alla rete elettrica di Berlino. Negli Stati Uniti, invece, i servizi di Autistici/Inventati sarebbero stati determinanti, secondo il dipartimento di Stato Usa, per le azioni del gruppo Rose City Antifa in Oregon, per i disordini contro un centro di addestramento della polizia ad Atlanta e per coprire le tracce del gruppo “Jane’s Revenge”, responsabile di una serie di attacchi incendiari contro vari centri anti-abortisti. Washington, inoltre, accusa il collettivo di dare voce a organizzazioni terroristiche riconosciute a livello internazionale, citando esplicitamente Hamas, la Jihad Islamica palestinese, il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (Pkk), il gruppo armato sciita libanese Hezbollah, il Corpo della Guardie della Rivoluzione Islamica in Iran, l’organizzazione filippina Nuovo Esercito Popolare, l’italiana Federazione Anarchica Informale/Fronte Rivoluzionario Internazionale, e i gruppi greci di Giustizia Proletaria Armata e Autodifesa di Classe Rivoluzionaria.
Non a caso, oltre al collettivo Autistici/Inventati, l’azione dell’Ufficio di controllo dei beni stranieri (Ofac) del dipartimento del Tesoro statunitense ha colpito anche altre organizzazioni. In primis, come si legge nel comunicato dell’Ofac, il gruppo britannico Palestine Action che Washington accusa di aver gravemente danneggiato una serie di installazioni militari nel Regno Unito. È stata sanzionata anche Masar Badil, un’organizzazione transnazionale legata al network Samidoun, a sua volta considerato un paravento per il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, e i suoi leader Zaid Abdulnasser e Rawa Alsagheer.
Le sanzioni
A differenza dei gruppi e delle persone citate, nel caso di Autistici/Inventati, per la prima volta gli Usa sanzionano non solo soggetti accusati di comportamenti illeciti ma un’infrastruttura sospettata di aver fornito servizi a questi ultimi. A tracciare la linea politica è stato il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, che ha inquadrato il provvedimento in una strategia più ampia e aggressiva. “Gli Stati Uniti hanno sanzionato diverse reti terroristiche transnazionali di estrema sinistra, tra cui Autistici/Inventati – un importante collettivo tecnologico di estrema sinistra i cui servizi sono utilizzati dalle cellule Antifa più attive e violente negli Stati Uniti e in tutto il mondo”, ha commentato sui social il responsabile della diplomazia di Washington. “Il terrorismo di estrema sinistra rappresenta una minaccia profonda per gli Stati Uniti e l’Occidente più ampio”, ha aggiunto. Una fermezza ribadita anche dal segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent, che sui social ha avvisato: “Useremo tutto il peso dei nostri strumenti economici” contro gli estremisti di sinistra. “Non c’è posto per il terrorismo politico nella nostra società”, ha concluso Bessent.
Ma cosa comporta questo provvedimento? In base all’ordine esecutivo 13224 del 2001 e successive modifiche, “tutti i beni e gli interessi patrimoniali” del Collettivo “che si trovano negli Stati Uniti o in possesso o sotto il controllo di cittadini o soggetti statunitensi, sono bloccati e devono essere segnalati all’Ofac”. Inoltre, le autorità statunitensi bloccheranno “anche tutte le entità possedute, direttamente o indirettamente, individualmente o complessivamente, per il 50% o più da una o più persone designate come soggetti terroristi”. Risultano inoltre vietate “tutte le transazioni effettuate da cittadini o enti statunitensi, all’interno degli (o in transito negli) Stati Uniti che coinvolgono beni o interessi patrimoniali” dei sanzionati. Le violazioni delle sanzioni statunitensi, avvisa il dipartimento del Tesoro Usa, “possono comportare l’imposizione di sanzioni civili o penali a persone fisiche e giuridiche statunitensi e straniere”. Inoltre, aggiunge il dipartimento Usa, effettuare determinate transazioni soggetti sanzionati “potrebbe comportare il rischio di sanzioni secondarie a carico degli istituti finanziari esteri partecipanti”.
La replica del collettivo
Di fronte alla pesante offensiva statunitense, la reazione di Autistici/Inventati non si è fatta attendere ed è arrivata con toni altrettanto affilati. Il gruppo ha respinto al mittente tutte le accuse, riaffermando con forza il proprio impegno nel fornire strumenti di autodifesa digitale per permettere a singole persone, attivisti e associazioni di comunicare liberamente, ribadendo di avere alcuna intenzione di staccare la spina ai server.
“Respingiamo al mittente tutte le accuse presentate in tali dichiarazioni e allo stesso tempo riaffermiamo con forza il nostro impegno nel fornire una piattaforma di strumenti di auto-difesa digitale per permettere ad attivist*, singole persone, gruppi e associazioni di comunicare liberamente”, ha fatto sapere il collettivo. “Non ci fermeremo e continueremo a fare quello che abbiamo sempre fatto, opponendoci in ogni modo alle accuse false costruite da un’amministrazione politicamente disperata che ha il solo scopo di distrarre le persone e i media dalla propria violenza e dal proprio desiderio di guerra”.
Il progetto, nato nel 2001 dall’incontro di attivisti del movimento antagonista e anticapitalista, affonda le radici nella difesa dei diritti digitali e nell’esperienza di Indymedia Italia durante il G8 di Genova, uno dei primi esperimenti di giornalismo partecipativo online. Da lì presero forma Autistici.org e Inventati.org, fusi poi in un’infrastruttura gratuita e priva di gerarchie. Il loro manifesto si apre, non a caso, con una celebre frase di Primo Moroni: “Socializzare saperi, senza fondare poteri”. Finanziato solo con contributi volontari e software libero, il gruppo sostiene di non credere che questo sia il migliore dei mondi possibili, offrendo come alternativa piattaforme per una comunicazione libera, al riparo dal controllo commerciale e dalla profilazione invasiva. Il collettivo, inoltre, partecipa anche a iniziative umanitarie, tra cui spicca la collaborazione al progetto Gazaweb, promosso dall’ong Acs, per ripristinare i collegamenti internet nella Striscia.
“L’antifascismo e l’anticapitalismo non sono terrorismo”, hanno denunciato da Autistici/Inventati dopo la notizia delle sanzioni statunitensi. “Protestare non è terrorismo. E tutti hanno il diritto di prendere la parola e di lottare per tutta l’umanità”.
Il silenzio del Governo
Dall’esecutivo della premier Giorgia Meloni, per ora, nessun commento. D’altra parte, il 16 luglio scorso, il Governo aveva partecipato con una propria delegazione alla “riunione ministeriale” presieduta a Washington proprio dal segretario di Stato Usa, Marco Rubio, “sulla recrudescenza del terrorismo politico”. “Sotto la guida del presidente Donald J. Trump”, aveva annunciato allora la Casa bianca, “l’estremismo della sinistra radicale sarà trattato con la stessa serietà e ferocia che il mondo riserva da tempo al terrorismo jihadista”. A rappresentare il Governo Meloni all’evento, insieme alle delegazioni provenienti da 67 Paesi, c’era il sottosegretario agli Interni di Fratelli d’Italia, Emanuele Prisco. La presenza italiana, secondo quanto appurato dall’agenzia di stampa Adnkronos, era “servita a prendere nota, in particolare, dei criteri che hanno portato gli Stati Uniti a inserire alcune organizzazioni straniere nell’elenco delle organizzazioni terroristiche”. La scelta di Palazzo Chigi aveva scatenato la polemica politica. Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) ha attaccato l’esecutivo sostenendo che si tratta di un’iniziativa che “richiama le peggiori stagioni del maccartismo e della caccia alle streghe ideologica” per “trasformare l’antifascismo e il dissenso sociale in un problema di ordine pubblico”.