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Trump: “Accordo pronto con l’Iran. Lo Stretto di Hormuz riaprirà”. Ma è giallo sul nucleare

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Credit: AGF

L'annuncio su Truth del presidente Usa. Ma i Pasdaran: "Annuncio incompleto e incoerente con la realtà". Secondo Axios, l'intesa prevede anche la fine degli attacchi di Israele contro il Libano, un punto sul quale Netanyahu sarebbe contrario

L’accordo tra Stati Uniti e Iran è pronto e prevede, tra le altre cose, la riapertura dello Stretto di Hormuz. Lo annuncia sul social Truth il presidente statunitense Donald Trump, confermando di fatto le indiscrezioni circolate negli ultimi due giorni. Ma emergono ricostruzioni divergenti sull’inclusione, nell’intesa, di punti riguardanti il programma nucleare iraniano.

“Un accordo è stato in gran parte negoziato, in attesa di finalizzazione”, scrive Trump nel post, pubblicato quando in Italia era la tarda serata di sabato 23 maggio: “Gli aspetti finali e i dettagli dell’accordo sono attualmente in fase di discussione e saranno annunciati a breve”.

“Oltre a molti altri elementi dell’accordo – specifica il presidente – verrà aperto lo Stretto di Hormuz”, snodo cruciale per i traffici mondiali di petrolio, gas naturale liquefatto, fertilizzanti e altre materie prime. La navigazione nello Stretto è quasi totalmente azzerata dall’inizio di marzo, quando l’Iran ne ha imposto la chiusura de facto come forma di rappresaglia per gli attacchi subiti da Stati Uniti e Israele. Dal 13 aprile gli Usa hanno a loro volta instaurato un blocco navale sui porti iraniani come contro-rappresaglia.

Trump fa sapere che l’accordo è vicino dopo aver avuto una conversazione telefonica con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, “che – dice – si è svolta in modo molto positivo”. Il presidente americano ha parlato dell’intesa con l’Iran anche con i leader di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Pakistan, Turchia, Egitto, Giordania e Bahrein. “Mi congratulo con il Presidente Donald Trump per i suoi straordinari sforzi volti a perseguire la pace. Speriamo di ospitare molto presto il prossimo ciclo di colloqui”, ha commentato sul social X il premier pakistano Shehbaz Sharif.

Secondo un funzionario statunitense, citato dal giornale online statunitense Axios, l’accordo prevede una proroga di 60 giorni del cessate il fuoco, durante la quale lo Stretto di Hormuz verrebbe riaperto, l’Iran potrebbe vendere liberamente il petrolio e dovrebbero tenersi negoziati “per limitare il programma nucleare iraniano”. Secondo Axios, l’intesa impone una tregua anche all’assedio di Israele contro il Libano, aspetto che troverebbe in disaccordo Netanyahu.

Il New York Times – citando due fonti americane – riferisce che Teheran ha accettato alle proprie scorte di uranio altamente arricchito. Ma su questo punto piovono smentite dai Pasdaran: “Vale la pena ricordare che Trump aveva precedentemente annunciato che i negoziati sul programma nucleare iraniano sarebbero stati una delle condizioni principali e imprescindibili di qualsiasi accordo. Tuttavia, l’Iran non si è impegnato in alcun modo e la questione nucleare non è stata discussa in questa fase”, si legge sull’agenzia di stampa iraniana Fars, che cita le Guardie Rivoluzionarie. [LEGGI ANCHE: L’architetto Usa dell’accordo sul nucleare con l’Iran del 2015 Robert Malley a TPI: “Il JCPOA non doveva morire. Ora ogni intesa sarà più fragile”]

L’agenzia afferma inoltre che, secondo l’ultimo scambio di messaggi tra Iran e Stati Uniti, lo Stretto di Hormuz rimarrebbe sotto la gestione della Repubblica Islamica. L’annuncio di Trump è stato definito “incompleto e incoerente con la realtà”.

Prima del post del presidente degli Usa, il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, aveva dichiarato alla televisione di Stato che le posizioni di Stati Uniti e Iran erano convergenti nell’ultima settimana, ma aveva anche avvertito che ciò non significava che si sarebbero raggiunti accordi su questioni chiave e aveva accusato gli americani di “dichiarazioni contraddittorie”. “I Romani credevano che Roma fosse il centro del mondo, ma gli Iraniani infransero quest’illusione; la campagna di Filippo l’Arabo contro i Sasanidi si concluse con una pace alle condizioni di Sapore I, e l’imperatore fu costretto a fare i conti con la realtà”, ha scritto sui social Baqaei.

La presunta svolta annunciata da Trump arriva dopo che venerdì scorso i media americani – citando funzionari anonimi – avevano riportato che l’Amministrazione si stava preparando per una possibile nuova serie di attacchi militari contro l’Iran. Il presidente aveva fatto sapere che non avrebbe partecipato al matrimonio di suo figlio Donald Jr., questo fine settimana, per poter rimanere a Washington “durante questo importante periodo”.

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