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Il comitato di sorveglianza di Facebook ha chiesto agli utenti se è giusto censurare Trump

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Il comitato di sorveglianza di Facebook ha chiesto agli utenti se è giusto censurare Trump

È trascorso quasi un mese dall’assalto dei sostenitori di Donald Trump a Capitoll Hill, e da allora alcune cose sono già cambiate: la Camera dei deputati Usa ha avviato la procedura di impeachment contro Trump, il nuovo presidente Joe Biden si è insediato alla Casa Bianca e i social guidati da Mark Zuckerberg hanno sospeso in via indefinita il profilo del Tycoon. La scelta ha spaccato l’opinione pubblica tra coloro che sostengono che sia giusto censurare Trump per via dei contenuti social incendiari che hanno di fatto istigato la violenza del 6 gennaio e chi invece reputa il bando un precedente pericoloso per la libertà di espressione, anche in considerazione del fatto che a deciderlo è stata un’azienda privata e che l’ex presidente ha un profilo di rilevanza pubblica.

Un tema delicato, su cui Facebook ha affidato il compito di decidere a un ente esterno creato a ottobre scorso per supervisionare le scelte più difficili dell’azienda, l’Overshight Board. Il comitato, formato da 40 membri dal profilo internazionale, è una sorta di Corte d’Appello a cui il social network chiede di esprimersi sulla rimozione di profili e contenuti e a cui gli utenti possono presentare ricorsi. Il board può stabilire se, nel limitare un contenuto, l’azienda ha rispettato o no i “community standards”, ovvero le regole della comunità di Facebook e i principi a cui in generale i social network di Menlo Park si ispirano. Zuckerberg a quel punto ha l’obbligo di adeguarsi ai pareri emessi, come se fossero vere e proprie sentenze di un tribunale.

I pareri sui primi casi sottoposti all’esame dell’Oversight Board sono arrivati il 28 gennaio: il comitato ha deciso di riabilitare il post di un gruppo che criticava la gestione della pandemia da parte del governo francese e affermava che alcune droghe potevano curare il Covid-19, o la foto di un seno femminile condivisa da un utente in Brasile per sensibilizzare il pubblico sui sintomi del cancro alle mammelle. Il board ha invece approvato la scelta di eliminare l’immagine di una chiesa di Baku, in Azerbaijan, la cui didascalia disprezzava il popolo dell’Azerbaijan paragonato a quello armeno.

Ma sulla sospensione del profilo di Trump l’Oversight Board ha deciso a sua volta di rivolgersi al pubblico, e ha chiesto agli utenti di condividere il proprio parere con il comitato. Da oggi, lunedì primo febbraio, fino all’8 febbraio qualsiasi cittadino potrà compilare un modulo e scrivere in un massimo di 6mila caratteri cosa pensa della decisione di Facebook di rimuovere l’account dell’ex presidente degli Stati Uniti. In particolare, la commissione di sorveglianza chiede al pubblico di dire se “la decisione di Facebook di sospendere i profili del presidente Trump per un periodo indefinito aderisce al mandato dell’azienda di rispettare la libertà di espressione e i diritti umani, se dovevano essere prese altre misure e quali provvedimenti devono essere presi affinché questi account possano restare aperti”.

O ancora “come Facebook dovrebbe considerare i contenuti di candidati politici, pubblici ufficiali o ex pubblici ufficiali in considerazione delle loro posizioni di potere, dell’importanza dell’opposizione politica e del diritto del pubblico all’informazione”. Aspetti complessi su cui i cittadini sono chiamati a riflettere ed esprimersi. Tra i membri del comitato che prenderanno la decisione finale l’ex primo ministro danese Helle Thorning-Schmidt, il premio Nobel per la pace Tawakkul Karman e l’editor del The Guardian che ha supervisionato la pubblicazione dei leak di Snowden, Alan Rusbridger.

Leggi anche: 1. Nessuno dice come stanno davvero le cose: Facebook e Twitter hanno censurato Trump unicamente per tutelare i loro interessi 2. Ero dentro il Congresso Usa quella sera, vi racconto cosa ho visto 3. Dai complotti sul web al tentato golpe: così Trump ha legittimato il neo-terrorismo americano

4. Il giorno più buio dell’America (di Giulio Gambino) 5. Il golpe di Trump (di Luca Telese) 6. La democrazia Usa cancellata per qualche ora, ma il vero sconfitto è Trump (di G. Gramaglia)

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