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Home » Esteri

Una nuova banca mondiale

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È stata creata dai BRICS per sostenere i Paesi in via di sviluppo e meglio rappresentarli nel panorama economico internazionale

La Nuova Banca dello Sviluppo è diventata realtà. Il 15 luglio, durante il summit di Fortaleza, i leader dei Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) hanno formalizzato la nascita della nuova istituzione bancaria internazionale che cercherà di insidiare l’egemonia della Banca Mondiale e del Fondo monetario internazionale. Per questo motivo la banca, il cui progetto risale al 2012, rappresenta una decisione di portata storica per i cinque Paesi emergenti.

Il progetto prevede la creazione di una banca con un capitale iniziale di 50 miliardi di dollari, a cui i Paesi fondatori contribuiranno in parti uguali: inizialmente due miliardi ciascuno, poi 10 miliardi di dollari in sette anni e 40 miliardi di dollari di garanzie.

Il capitale servirà a finanziare infrastrutture nei Paesi emergenti e a investire in progetti di sviluppo sostenibile in Paesi terzi, come quelli africani, che necessitano di capitali ma incontrano grandi difficoltà a ottenere presititi alle condizioni stabilite dalle tradizionali istituzioni finanziarie internazionali.

È stato istituito anche un fondo di riserva per le emergenze: Brasile, Russia e India parteciperanno con 18 miliardi di dollari ciascuno, la Cina sarà il socio più ricco, entrando con 41 miliardi di dollari, mentre il Sudafrica contribuirà con 5 miliardi, per un totale di 100 miliardi di dollari. Il capitale di riserva, almeno inizialmente, sarà appannaggio esclusivo dei cinque membri.

L’obiettivo è garantire la stabilità finanziaria dei Brics che potranno beneficiare di prestiti per il risanamento della bilancia dei pagamenti e delle finanze pubbliche, oltre a evitare “pressioni a breve termine sulla liquidità”. La Banca dovrebbe iniziare a erogare prestiti dal 2016.

L’organo avrà sede a Shangai e il primo presidente di turno quinquennale sarà indiano. I ministri delle finanze dei cinque Paesi, poi, costituiranno un consiglio di amministrazione che sarà presieduto a rotazione, iniziando dal Brasile.

L’idea della Banca dei Brics è quella di essere un organo complementare alle istituzioni di Bretton Woods, con meno soci e meno legato alla finanza tradizionale. Non vi è però dubbio che il progetto si erga ad alternativa di Fondo Monetario e Banca Mondiale, dove i Brics e altre economie emergenti si sentono poco e mal rappresentati.

Non a caso, la quota di partecipazione russa al fondo emergenziale dei Brics è il doppio rispetto a quella versata al Fmi, mentre quella cinese è il triplo. Insieme la Nuova Banca dello Sviluppo e il fondo per le emergenze riflettono l’ambizione del blocco dei cinque emergenti di avere più voce nella gestione del portafoglio finanziario globale e rappresentare una consistente alternativa, coerente con l’attuale panorama economico internazionale.

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