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Venezuela, quattro morti e lacrimogeni in chiesa negli scontri a Caracas

Lo scontro tra Juan Guaidò e Nicolas Maduro preoccupa i leader mondiali: cresce la tensione nella capitale venezuelana

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 2 Mag. 2019 alle 16:20 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 16:22
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Immagine di copertina

Ultima ora Venezuela – Continua a crescere la tensione in Venezuela, all’indomani delle due imponenti mobilitazioni a favore e contro il governo chavista.

La crisi nel Paese ha innescato a livello internazionale un vero e proprio braccio di ferro tra Washington e Mosca, con accuse reciproche e minacce, e a livello locale, a Caracas, un focolaio di violenza senza precedenti.

Ultimo l’attacco da parte di Trump, che ha definito una “brutale repressione del popolo venezuelano” portata avanti da Maduro.

In vari punti della capitale e anche in altre località venezuelane, ci sono stati incidenti fra gruppi di opposizione e Guardia nazionale bolivariana (Gnb).

Il bilancio è di quattro morti, due dei quali minorenni, e 100 feriti nei cortei nelle ultime ore: un 24enne è morto a La Victoria e una donna di 27 anni è deceduta dopo essere stata colpita da una pallottola nel quartiere di Altamira di Caracas, mentre i ragazzini di 14 e 16 anni hanno perso la vita a causa delle ferite riportate.

E una chiesa è stata deturpata dalle bombe carta dei militari della Guardia Nazionale.

Le reazioni di Guaidò – Sul decesso della 27enne è intervenuto Guaidó che ha dichiarato: “Mi impegno a far sì che la sua morte in sala operatoria pesi molto su coloro che hanno deciso di sparare su un popolo che ha deciso essere libero”. Via Twitter, ha poi aggiunto che “questo deve finire e gli assassini dovranno farsi carico dei loro crimini”.

Il leader dell’opposizione Juan Guaidó ha chiesto ai suoi militanti di accompagnarlo per ottenere la fine della “usurpazione” del potere da parte di Nicolas Maduro.

Maduro e il messaggio video – Intanto, il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, è apparso in un messaggio a reti unificate e in diretta su Twitter vestito in abiti militari, circondato da soldati e accanto al ministro della Difesa Vladimir Lopez, annunciando una “marcia militare insieme ai sempre degni e leali ufficiali delle nostre forze armate”.

Venezuela, irruzione militare in chiesa

Venezuela, irruzione nella chiesa – Durante la messa, una quarantina di militari della Guardia Nazionale hanno anche lanciato lacrimogeni tra i fedeli. La denuncia arriva da Mons. Mario del Valle Moronta, vescovo della diocesi di San Cristobal in Venezuela.

L’Agenzia cattolica Fides, riporta parole dell’alto prelato: “Questo pomeriggio un’orda di uomini della Guardia Nazionale Bolivariana (GNB) ha attaccato la chiesa di Nostra Signora De Fatima nel quartiere Sucre, a San Cristobal”.

Le proteste degli ultimi giorni – Nella giornata del primo maggio la protesta dei sostenitori di Guaidó, si è inserita nell’Operazione Libertà che “terminerà quando l’attuale capo dello Stato ‘illegittimo’ avrà abbandonato il Palazzo di Miraflores”, secondo il leader dell’opposizione.

Guaidò ha poi annunciato che inizierà un programma di scioperi nell’amministrazione pubblica.

Il braccio di ferro Usa-Russia – Il segretario di stato Usa, Mike Pompeo, ha parlato di “una possibile azione militare in Venezuela, in seguito al caos scoppiato nel paese in queste ore”. La Russia ha risposto in modo netto: “l’intervento violerebbe il diritto internazionale”.

Una “guerra di prossimità” in un paese terzo, come non si vedeva dall’epoca della Guerra Fredda.

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