Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:43
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Tutte le volte in cui Trump ha chiesto a Obama di non intervenire in Siria

Immagine di copertina

Prima di diventare presidente, Trump aveva ripetutamente usato Twitter per esprimere in tutti i modi il suo personale dissenso rispetto a un eventuale intervento

Il 6 aprile 2017, intorno alle 20.45 ora di Washington (le 2.45 del 7 aprile in Italia), gli Stati Uniti hanno lanciato un attacco missilistico su una base aerea in Siria come risposta all’uso di armi chimiche contro i civili nella provincia di Idlib. Trump ha giustificato l’attacco dichiarando: “Questa sera ho ordinato un attacco mirato contro la base da cui è partito l’attacco chimico. La Siria ha ignorato gli avvertimenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu, perché non si possono discutere le responsabilità della Siria nell’uso delle armi chimiche”.

— Questa notizia puoi leggerla direttamente sul tuo Messenger di Facebook. Ecco come

Sono stati lanciati 59 missili Tomahawk da due navi americane di stanza nel Mediterraneo, che costituiscono la prima azione di guerra promossa dal presidente statunitense Donald Trump.

Tuttavia, prima di diventare presidente, Trump aveva ripetutamente usato il suo profilo Twitter per esprimere in tutti i modi il suo personale dissenso rispetto a un eventuale intervento degli Stati Uniti in Siria, nel periodo 2013-2014 in cui questo sembrava imminente.

In quei giorni Trump aveva definito “un grave errore” l’eventualità di un intervento deciso dal suo predecessore Barack Obama, e più e più volte aveva ribadito l’inutilità di immischiarsi in questioni mediorientali suggerendo invece di risolvere i problemi della politica interna statunitense. 

Ora che però a differenza di Obama, che non aveva poi effettivamente mai dato seguito alle minacce di intervento, Trump ha sferrato un attacco missilistico, molti di quei vecchi tweet sono tornati in circolazione sul web per evidenziarne le contraddizioni.

Eccone di seguito alcuni:

“Dovremmo starcene assolutamente alla larga dalla Siria, i ‘ribelli’ sono tanto nocivi quanto l’attuale regime. CHE COSA RICAVEREMO DAL SACRIFICIO DELLE NOSTRE VITE E DEI NOSTRI MILIARDI DI DOLLARI? ZERO”

“Lasciamo che sia la Lega Araba a occuparsi della Siria. Perché questi ricchi paesi arabi non ci pagano per il costo assurdo di un attacco del genere?”

“Che cosa ricaveremo dal bombardare la Siria a parte un aumento del debito e un possibile conflitto a lungo termine? Obama deve avere l’approvazione del Congresso.”

“DI NUOVO, DICO AL NOSTRO DAVVERO INCOSCIENTE PRESIDENTE, NON ATTACCHI LA SIRIA – SE LO FARÀ, SUCCEDERANNO MOLTE BRUTTE COSE E GLI USA NON NE AVRANNO ALCUN VANTAGGIO!”

“La Russia sta inviando una flotta di navi nel Mediterraneo. La guerra di Obama in Siria ha il potenziale di diventare un conflitto mondiale”.

“Presidente Obama, non attacchi la Siria. Non ci sono vantaggi, ma solo incredibili svantaggi. Salvi le sue “polveri” per un altro (e più importante) giorno!”

“Non attacchi la Siria – un attacco che non porterebbe che guai agli Usa. Si concentri sul rendere il nostro paese di nuovo forte e grande!”

Stando al profilo ufficiale di Facebook del presidente Trump, il bombardamento con armi chimiche del 4 aprile deve aver superato un limite, visto il commento “Enough is enough”, “Quando è troppo è troppo”:

— Non restare fuori dal mondo. Iscriviti qui alla newsletter di TPI e ricevi ogni sera i fatti essenziali della giornata

Ti potrebbe interessare
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Esteri / Chi è James Talarico e perché può dare una spallata decisiva al presidente Trump
Esteri / 24 febbraio 2022 – 28 febbraio 2026: i 4 anni che hanno sconvolto il mondo (di Giulio Gambino)
Ti potrebbe interessare
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Esteri / Chi è James Talarico e perché può dare una spallata decisiva al presidente Trump
Esteri / 24 febbraio 2022 – 28 febbraio 2026: i 4 anni che hanno sconvolto il mondo (di Giulio Gambino)
Esteri / Trump è il presidente statunitense che ha autorizzato più interventi militari dal 2000 a oggi
Esteri / Almeno 1.230 morti in Iran dal 28 febbraio, oltre 100 in Libano e quasi 30 nella regione. Usa e Israele continuano i raid. Teheran contrattacca in Qatar, Bahrein, Kuwait, Iraq ed Emirati. Colpito un aeroporto in Azerbaigian. Tel Aviv ordina l’evacuazione di 4 quartieri alla periferia di Beirut. Smotrich: "Assomiglierà a Khan Younis". Aoun chiede aiuto a Macron. Meloni annuncia “aiuti ai Paesi del Golfo”. Crosetto: “Invieremo mezzi navali a Cipro"
Esteri / Quando Trump accusava Obama: “Attaccherà l’Iran per ottenere un vantaggio alle elezioni”
Esteri / Pedro Sanchez a Trump: "Non si può giocare alla roulette russa con il destino di milioni di persone"
Esteri / Il figlio di Ali Khamenei “curato per mesi nel Regno Unito per impotenza”: il documento degli 007 Usa
Esteri / L’ex direttore della Cia Panetta: “Trump non sa cosa vuole, non si cambia un regime con le bombe”
Esteri / Continuano i raid Usa e di Israele sull'Iran. Contrattacchi su Kuwait, Emirati Arabi e sulla raffineria saudita di Ras Tanura. Francia abbatte alcuni droni. Nato intercetta un missile in Turchia: "Ma era diretto a Cipro". Giallo sull'elezione del figlio di Khamenei a Guida Suprema. Tel Aviv: "Chiunque sia sarà un bersaglio". Rinviati i funerali di Stato a Teheran. Idf bombarda e avanza in Libano: 72 vittime in 3 giorni. Hezbollah risponde con i missili. Usa affondano una fregata iraniana: 87 morti e 60 dispersi. Cina manderà un inviato speciale in M.O.