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Turchia, dura reazione alle parole di Draghi: “Dittatura e fascismo non ci appartengono, Italia non dimentichi la sua storia”

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Le parole del premier Draghi, pronunciate in conferenza stampa ieri sera, che ha definito il presidente Recep Tayyip Erdogan "un dittatore", sono diventate un caso internazionale. La Turchia risponde: "Draghi nominato, Erdogan eletto". E convoca l'ambasciatore italiano ad Ankara chiedendo ritiro di "dichiarazioni sgradevoli e fuori dai limiti”

Turchia, dura reazione alle parole di Draghi: “Dittatura e fascismo non ci appartengono

“Parole sfacciate e senza fondamento, aspettiamo che il primo ministro italiano nominato si corregga, punto”. Sono diventate un cocente caso di diplomazia internazionale le parole del premier Draghi pronunciate in conferenza stampa ieri sera, giovedì 8 aprile. Il portavoce della presidenza turca, Ibrahim Kalin, ha risposto così al presidente del Consiglio che ha definito il presidente Recep Tayyip Erdogan “un dittatore”.

Ma cosa era accaduto? Durante la conferenza stampa era stato chiesto un commento, dai giornalisti presenti a palazzo Chigi, sulla “sedia mancante” per la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, durante la sua visita con il presidente del Consiglio, Charles Michel (tipo singolare), ad Ankara, all’incontro ufficiale con il capo di Stato turco, Recep Tayyip Erdogan. Il premier Draghi ha risposto: “Non condivido il comportamento di Erdogan nei confronti della presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen. Credo che non sia stato un comportamento inappropriato, mi è dispiaciuto moltissimo per l’umiliazione che la presidente della Commissione Europea ha dovuto subire”. E qui l’affondo: “Con questi dittatori, perché bisogna chiamarli per quello che sono, di cui però si ha bisogno per collaborare, bisogna essere franchi per affermare la propria posizione ma anche pronti a cooperare per gli interessi del proprio Paese. Bisogna trovare l’equilibrio giusto”.

La Turchia risponde: “Draghi nominato, Erdogan eletto”. E viene convocato l’ambasciatore italiano ad Ankara

La Turchia non è certo rimasta indifferente alle parole di Draghi e ha convocato l’ambasciatore italiano ad Ankara, Massimo Gaiani, specificando che l’ambasciatore è stato convocato dal ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu. Quest’ultimo ha chiesto all’ambasciatore che “vengano immediatamente ritirate le dichiarazioni sgradevoli e fuori dai limiti” di Draghi.

Le stesse dichiarazioni sono arrivate dal ministro Cavusoglu che ha “condannato con forza le dichiarazioni del presidente del Consiglio italiano nominato, Mario Draghi”.“Il premier italiano, nominato, ha rilasciato una dichiarazione populista e inaccettabile nei confronti del nostro presidente della Repubblica, che è stato scelto attraverso elezioni” ha aggiunto il ministro Cavusoglu.

La vicenda ha avuto un’importante eco in Turchia. Il portavoce dell’AKP – il partito conservatore turco fondato proprio da Recep Tayyip Erdoğan – Ömer Çelik ha rilasciato numerose dichiarazioni sull’accaduto: “Condanniamo fermamente l’espressione del Primo Ministro italiano Mario Draghi per il nostro Presidente. Ci rammarichiamo di questa affermazione, che non riflette la profondità delle relazioni turco-italiane”, ha detto. “La Turchia è una diplomazia di stato. Ha una tradizione che tratta tutti con rispetto. Il Presidente del Consiglio italiano deve scoprirlo”, ha proseguito e ha aggiunto: “Dittatura e fascismo non sono concetti che appartengono alla nostra cultura. Non nascono con noi. Chi dimentica la propria storia non dovrebbe tentare di descrivere gli altri. Restituiamo al mittente le esatte dichiarazioni utilizzate per il nostro Presidente”.

Leggi anche: 1. “Dispiaciuto di essere sembrato indifferente”: il post del presidente del Consiglio europeo Michel dopo lo sgarbo a von der Leyen ad Ankara / 2. Sgarbo a von der Leyen, la Turchia replica: “L’Ue era d’accordo sul protocollo”

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