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Home » Esteri

Trovato l’accordo tra maggioranza e opposizione che mette fine alla crisi politica in Albania

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Il centrodestra chiedeva al premier Rama l'istituzione di un governo tecnico fino alle elezioni del 18 giugno. Il voto slitta di una settimana

La crisi politica albanese si è conclusa con l’accordo raggiunto nella notte del 18 maggio tra il premier socialista Edi Rama e le forze di opposizione. Ad annunciarlo sono stati lo stesso Rama e il leader dell’opposizione di centrodestra Lulzim Basha al termine di un lung incontro. 

L’opposizione chiedeva l’istituzione di un governo tecnico che garantisse un libero ed equo processo elettorale, in vista del voto previsto per il 18 giugno. I partiti di centrodestra avevano annunciato che, in caso di mancato accordo sul punto, avrebbero boicottato le elezioni non presentandosi al voto.

La comunità internazionale aveva più volte provato a mediare, ma senza successo. La spinta versa l’intesa è arrivata dal vice-assistente segretario di Stato Usa per gli Affari europei Hoyt Brian Lee. Lunedì 15 maggio, a Tirana, il diplomatico statunitense ha avanzato una proposta che tenesse conto della formula presentata dal presidente della Commissione Affari Esteri del parlamento europeo David McAllister. A questo progetto sono state aggiunte anche altre proposte fatte dal premier albanese.

Tra le proposte del diplomatico statunitense c’è anche quella di rinviare le elezioni, posticipandole dalla data inizialmente prevista del 18 giugno a una che non sia precedente al 16 luglio. 

Rama e Basha hanno invece fatto sapere che le elezioni slitteranno di una settimana ma non hanno dato inizialmente altre informazioni riguardanti l’accordo. “Entro le prossime 24 ore, l’accordo sarà dettagliato e reso pubblico”, hanno dichiarato. 

Parte dei punti dell’intesa raggiunta sono stati poi forniti durante la giornata. All’opposizione guidata da Basha andranno un vicepremier e sei ministri all’interno dell’esecutivo di Edi Rama. Al centrodestra passano importanti dicasteri come quello dell’Interno, della Giustizia, delle Finanze, della Sanità, dell’Educazione e del Welfare, alla cui guida dovrebbero comunque andare figure tecniche e non politiche.

Il premier ha concesso al centrodestra anche la direzione di altre istituzioni pubbliche e della Commissione elettorale centrale, nonché la nomina del nuovo difensore civico.

L’opposizione, invece, rinuncerà al boicottaggio del parlamento e nominerà i propri rappresentanti nelle commissioni parlamentari incaricate a selezionare i membri delle strutture che dovranno realizzare la valutazione dei magistrati, prevista dalla riforma giudiziaria, un passo che Bruxelles ritiene una condizione chiave per l’avvio dei negoziati di adesione all’Ue. Il procedimento era rimasto fermo a causa del boicottaggio del parlamento da parte del centrodestra.

Bruxelles e Washington aveva criticato il ricatto dell’opposizione, pronta a non presentarsi alle elezioni, avvertendo che avrebbero ugualmente riconosciuto l’esito del voto anche senza la sua partecipazione. 

Con l’accordo, il centrodestra fa una retromarcia rispetto alle sue iniziali posizioni, rinunciando alle dimissioni di Rama.

Secondo i primi dettagli emersi sull’accordo, si dovrebbe istituire una apposita task force che monitori il processo elettorale e dovrebbero essere messi in campo una serie di interventi di carattere tecnico e legislativo.

—LEGGI ANCHE: In Albania l’opposizione protesta bloccando le strade principali

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