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Home » Esteri

I troll che fingono di avere parenti scomparsi a Manchester per ottenere retweet

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Sui social network da diverse ore alcuni utenti stanno segnalando la scomparsa di persone millantate per fratelli e amici per accrescere la loro “fama” sul social network

Sono ancora in pieno svolgimento le indagini e gli accertamenti sull’esplosione che alle 22.30 circa di lunedì 22 maggio ha colpito il foyer della Manchester Arena di Manchester, nel Regno Unito, uccidendo 22 persone e ferendone altre 59 che avevano seguito il concerto della popstar Ariana Grande.

L’attacco è stato eseguito da un attentatore suicida. Il sedicente Stato Islamico ha rivendicato la responsabilità dell’attentato attraverso l’organo di propaganda Amaq.

Dopo l’esplosione i feriti sono stati trasportati in sei diversi ospedali dell’area della città, e nel pomeriggio di martedì 23 maggio sono solo due finora le vittime identificate.

Purtroppo però sui social network, in particolare Twitter, stanno già comparendo da diverse ore dei post falsi in cui alcuni utenti stanno segnalando la scomparsa di persone millantate per fratelli e amici quando in realtà si tratta di sconosciuti.

Apparentemente il motivo di questi post falsi è quello di guadagnare retweet e aumentare quindi la propria fama in rete, come nel caso di una ragazza australiana di 12 anni, che in realtà era a scuola sana e salva, e di un ragazzo con sindrome di Down anch’egli estraneo ai fatti di Manchester.

Ecco alcuni esempi:

Ci sono addirittura casi di persone che hanno twittato per far sapere di stare bene rivolgendosi agli ideatori della falsa notizia, chiedendo su Twitter come abbiano avuto accesso alle loro immagini.

È per esempio il caso di un tweet in cui si chiede di diffondere il post per “trovare Abdul. Sta facendo la chemio e siamo molto preoccupati. L’abbiamo sentito prima del concerto di Ariana #PrayForManchester”, al quale il ragazzo ritratto nella foto ha risposto: “Sono del Cairo e non faccio la chemio… E tu chi ca**o sei? Come mi conosci???”.

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