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Home » Esteri

La Thailandia censura la prima pagina del New York Times

Immagine di copertina

Il giornale statunitense è stato diffuso nel Paese con uno spazio bianco al posto di un articolo che parlava della situazione finanziaria precaria della Thailandia

La compagnia di stampa che si occupa della produzione della versione internazionale del New York Times distribuita in Thailandia, martedì primo dicembre ha censurato un articolo in prima pagina che parlava della critica situazione finanziaria del Paese.

Al posto dell’articolo, la compagnia responsabile Eastern Printing PCL ha pubblicato un messaggio: “L’articolo che si trovava in questo spazio è stato rimosso dal nostro stampatore in Thailandia. L’International New York Times e il suo staff editoriale non hanno alcuna responsabilità a riguardo”.

Nel Paese, dominato da una giunta militare, chiunque venga scoperto a esprimere un giudizio negativo sul governo rischia fino a 15 anni di carcere.

(Qui sotto nella foto: la versione dell’International New York Times completa a sinistra e quella censurata a destra) 

L’articolo che sarebbe dovuto comparire sul New York Times si intitolava “L’economia e gli animi thailandesi sono abbattuti” e riferiva i dati del Paese, definito uno dei più indebitati in Asia. 

Secondo il giornale statunitense, i furti e i crimini legati alle proprietà, in Thailandia, sono saliti del 60 per cento nell’ultimo anno. Questo dato, se stampato e diffuso nel Paese, sarebbe potuto essere letto dal governo come un accusa riguardo al proprio lavoro.

Il 22 settembre, l’International New York Times non era stato diffuso in Thailandia per la presenza di un articolo riguardo la salute precaria del monarca Bhumibol.

I giornalisti locali sono costretti ad autocensurarsi per evitare di incorrere in punizioni e ripercussioni che potrebbero minare la loro carriera.

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