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Tensioni UE-Polonia, il primo ministro Morawiecki: “Se vorranno la terza guerra mondiale ci difenderemo con tutte le armi a disposizione

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Il primo ministro della Polonia Mateusz Morawiecki parla con la cancelliera tedesca uscente Angela Merkel durante il Consiglio europeo. Credit: EPA/JOHN THYS / POOL

Tensioni UE-Polonia, il primo ministro Morawiecki: “Se vorranno la terza guerra mondiale ci difenderemo con tutte le armi a disposizione

L’Unione Europea sta puntando ”una pistola sulla tempia” della Polonia. Lo ha dichiarato il primo ministro polacco, Mateusz Morawiecki, in un’intervista al Financial Times in cui ha chiesto all’Ue di fare un passo indietro nella disputa sempre più accesa con Varsavia, che sta alimentando i timori di una possibile uscita del paese dall’Unione.

“Se qualcuno ci attacca in modo del tutto ingiusto, ci difenderemo in ogni modo possibile”, ha detto Morawiecki, promettendo di rispondere con forza a qualsiasi minaccia di ridurre i fondi destinati al paese. “Cosa accadrà se la Commissione europea darà inizio alla terza guerra mondiale? Se iniziano la terza guerra mondiale, difenderemo i nostri diritti con tutte le armi a nostra disposizione”, ha detto capo del governo polacco nel rispondere a una domanda su possibili veti della Polonia a importanti misure europee come quelle per contrastare la crisi climatica. “Riteniamo che l’approccio [da parte di Bruxelles] fosse già discriminatorio e caratterizzato da diktat. Ma se sarà ancora peggiore, dovremo pensare bene alla nostra strategia”, ha aggiunto.

Dichiarazioni che il portavoce del primo ministro ha poi rettificato, parlando di “iperbole”, dopo che il portavoce della Commissione europea Eric Mamer aveva dichiarato che “non c’è posto per una retorica di guerra” nelle relazioni tra gli Stati membri o tra gli Stati membri e le istituzioni. “L’Unione europea è un progetto che ha contribuito con grande successo a stabilire una pace duratura tra i suoi Stati membri”, ha detto oggi Mamer aggiungendo che i contatti tra la Polonia e l’Ue sono costanti, per quanto riguarda l’approvazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) polacco. “Non c’è una nuova scadenza ma le discussioni proseguono”, ha detto.

L’Ue ha recentemente minacciato di imporre sanzioni contro la Polonia dopo la sentenza del 7 ottobre con cui la Corte suprema del paese ha stabilito che parte dei trattati europei sono incompatibili con la costituzione polacca. In risposta alcuni paesi hanno chiesto di porre nuove condizioni che potrebbero limitare i fondi che il paese riceve dall’Ue, mentre l’approvazione del piano di ripresa dalla pandemia della Polonia è stata posticipata. Si tratta solo degli ultimi sviluppi in una lunga disputa con Bruxelles sulle riforme giudiziarie promosse da Diritto e Giustizia, partito conservatore al potere nel paese dell’Europa orientale. Tensioni che sono state al centro delle discussioni anche all’ultimo vertice dei capi di Stato e di governo tenuto nel fine settimana, a cui ha preso parte anche Morawiecki. Nell’intervista, il primo ministro polacco ha espresso soddisfazione per i colloqui tenuti con i leader europei durante l’ultimo Consiglio europeo, oltre a ribadire la disponibilità della Polonia a venire incontro ad alcune richieste dell’Unione Europea, affermando che entro fine anno sarà presentata una proposta di legge per sciogliere la controversa “camera disciplinare” dei magistrati presso la Corte suprema, accusata di minare il principio della separazione dei poteri.

“Fortunatamente questo è un processo politico. E i processi politici possono essere fermati dai politici”, ha detto Morawiecki invocando un compromesso con le autorità europee. “Questa sarebbe la cosa più saggia che possono fare. Perché allora non ci stiamo parlando con una pistola alla tempia. Questa stessa situazione riduce relativamente il desiderio di ricorrere ad azioni ulteriori”.

“Non ci sono rischi di Polexit”, ha comunque rassicurato Morawiecki, affermando che l’88 percento dei cittadini vuole rimanere nell’Unione “la metà dei quali nostri elettori”. “Difenderemo strenuamente la permanenza della Polonia nell’Unione Europea”.

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