Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 10:33
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

La scelta di Cruz che prova a imitare Ronald Reagan

Immagine di copertina

Nonostante la sconfitta nelle primarie del 26 aprile, Ted Cruz ha indicato Carly Fiorina come sua candidata vice in caso di vittoria nelle primarie

Il 27 aprile il senatore del Texas e candidato alle primarie repubblicane per la Casa Bianca Ted Cruz, appena reduce da una sonora sconfitta subita dal magnate Donald Trump in tutti e cinque gli stati al voto il giorno prima, ha cercato di dare una svolta alla propria campagna annunciando che, in caso dovesse essere il candidato repubblicano alla Casa Bianca, sceglierebbe come proprio vice la manager Carly Fiorina.

Un gesto insolito, quello di un candidato considerato ormai considerato dai media sconfitto – seppur non ancora matematicamente -, oltre tutto il giorno seguente a quello che è stato accolto come un trionfo per il suo rivale principale, Donald Trump.

Il miliardario di New York, infatti, non si è limitato a vincere in tutti e cinque gli stati al voto (Rhode Island, Connecticut, Pennsylvania, Delaware e Maryland), ma in tutti e cinque ha superato il 50 per cento dei voti e si è saputo imporre in ogni singola contea.

Quello di Cruz di indicare un possibile vice per una carica alla quale è molto difficile pensare sarà candidato è stato dunque visto come un tentativo di riportare entusiasmo tra i suoi sostenitori, indicando tra l’altro il nome di una donna proveniente dal mondo delle aziende della Silicon Valley, fatto che può essere visto come un segnale di discontinuità per un candidato che con il passare dei mesi è diventato sempre di più il punto di riferimento dell’establishment del partito.

In realtà, la mossa di Ted Cruz è estremamente simile a quella fatta da Ronald Reagan nel 1976. L’ex presidente repubblicano era all’epoca semplicemente l’ex governatore della California e candidato alle primarie repubblicane contro il presidente uscente Gerald Ford.

Quando ormai tutti gli stati avevano designato i propri delegati, Reagan, che aveva un margine di svantaggio molto ridotto rispetto a Gerald Ford, annunciò che il suo vice sarebbe stato il senatore della Pennsylvania Richard S. Schweiker.

Il gesto avvenne nella speranza di tenere viva la propria candidatura fino alla convention del 1976, tenendo aperta la possibilità di essere il candidato repubblicano alla Casa Bianca qualora il presidente Ford fosse risultato più debole del previsto.

Quell’anno, Ford fu candidato a presidente, ma venne sconfitto dal democratico Jimmy Carter. Tuttavia, quattro anni dopo, Reagan vinse le primarie e sconfisse l’uscente Carter, venendo successivamente riconfermato nel 1984.

Oggi la condizione di Cruz in termini di delegati è molto più problematica rispetto a quella di Reagan nel 1976, tuttavia tenendo conto che mancano ancora diversi stati nei quali Donald Trump potrebbe ottenere un numero di delegati sufficiente per arrivare alla convention con un saldo comando.

Ti potrebbe interessare
Esteri / Continuano i raid Usa e di Israele sull’Iran. Teheran contrattacca in Qatar e Bahrein. Droni iraniani colpiscono un aeroporto in Azerbaigian: 2 feriti. Idf bombarda il Libano: 7 morti. Smentita offensiva curda dall'Iraq contro la Repubblica islamica. I Pasdaran: "Colpiti gruppi separatisti". E rivendicano anche un attacco a una petroliera Usa. Meloni: “Non siamo in guerra e non vogliamo entrarci ma intendiamo inviare aiuti ai Paesi del Golfo per la difesa aerea”
Esteri / Quando Trump accusava Obama: “Attaccherà l’Iran per ottenere un vantaggio alle elezioni”
Esteri / Pedro Sanchez a Trump: "Non si può giocare alla roulette russa con il destino di milioni di persone"
Ti potrebbe interessare
Esteri / Continuano i raid Usa e di Israele sull’Iran. Teheran contrattacca in Qatar e Bahrein. Droni iraniani colpiscono un aeroporto in Azerbaigian: 2 feriti. Idf bombarda il Libano: 7 morti. Smentita offensiva curda dall'Iraq contro la Repubblica islamica. I Pasdaran: "Colpiti gruppi separatisti". E rivendicano anche un attacco a una petroliera Usa. Meloni: “Non siamo in guerra e non vogliamo entrarci ma intendiamo inviare aiuti ai Paesi del Golfo per la difesa aerea”
Esteri / Quando Trump accusava Obama: “Attaccherà l’Iran per ottenere un vantaggio alle elezioni”
Esteri / Pedro Sanchez a Trump: "Non si può giocare alla roulette russa con il destino di milioni di persone"
Esteri / Il figlio di Ali Khamenei “curato per mesi nel Regno Unito per impotenza”: il documento degli 007 Usa
Esteri / L’ex direttore della Cia Panetta: “Trump non sa cosa vuole, non si cambia un regime con le bombe”
Esteri / Continuano i raid Usa e di Israele sull'Iran. Contrattacchi su Kuwait, Emirati Arabi e sulla raffineria saudita di Ras Tanura. Francia abbatte alcuni droni. Nato intercetta un missile in Turchia: "Ma era diretto a Cipro". Giallo sull'elezione del figlio di Khamenei a Guida Suprema. Tel Aviv: "Chiunque sia sarà un bersaglio". Rinviati i funerali di Stato a Teheran. Idf bombarda e avanza in Libano: 72 vittime in 3 giorni. Hezbollah risponde con i missili. Usa affondano una fregata iraniana: 87 morti e 60 dispersi. Cina manderà un inviato speciale in M.O.
Esteri / “Cristiano Ronaldo è scappato dall’Arabia dopo l’attacco iraniano”: il suo jet privato ha raggiunto la Spagna
Esteri / Gli americani bocciano Trump: solo un cittadino Usa su quattro approva l’attacco all’Iran
Esteri / Dietro le quinte: ecco come è stato pianificato il raid aereo di Usa e Israele che ha ucciso Ali Khamenei in Iran
Esteri / Missili, droni e autonomia tattica: dentro la strategia di rappresaglia dell'Iran contro Usa, Israele e i loro alleati