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Da una grotta di minatori piena di pipistrelli al laboratorio di Wuhan: così un’inchiesta ricostruisce lo strano percorso del Covid a partire dal 2012

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 6 Lug. 2020 alle 11:20
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La strana morte di 3 minatori nel 2012 e il laboratorio di Wuhan: così è “nato” il Covid?

C’è una strana storia che lega la misteriosa morte di 3 minatori nel 2012 e il laboratorio di Wuhan al centro di polemiche e sospetti dopo lo scoppio dell’epidemia di Covid-19: a raccontarla è il Sunday Times, edizione domenicale del quotidiano britannico The Times. Secondo l’inchiesta, infatti, il virus che oggi circola in ogni parte del mondo potrebbe aver avuto origine nel 2012, in una grotta della provincia di Yunnan, nel sudest della Cina. È qui, infatti, che nell’agosto del 2012, sei operai vengono inviati con l’ordine di ripulire la miniera abbandonata di Tongguan. Nella grotta, gli operai trovano pipistrelli, toporagni e portano a termine il loro incarico facendosi strada nella fanghiglia di guano dei pipistrelli.

Alcuni giorni dopo, i sei operai accusano tutti una polmonite incurabile e tre di loro muoiono. È così che un gruppo di scienziati, guidati da Shi Zhengli, la virologa soprannominata la “donna pipistrello” per la sua grande esperienza nello studio di questi mammiferi, entra nella grotta per prelevare campioni di feci da oltre 200 pipistrelli e analizzarli in laboratorio al fine di capire cosa è accaduto ai 6 minatori. Il team analizza i campioni e scopre che la metà dei pipistrelli erano portatori di Coronavirus e alcuni ne avevano più di un genere contemporaneamente. Questi studi sono stati illustrati dalla virologa Zhengli nella ricerca “La coesistenza di multipli Coronavirus in diverse colonie di pipistrelli in una miniera abbandonata” in cui l’esperta spiega che, delle diverse sequenze genetiche estrapolate dai pipistrelli, due erano del genere che provocarono la Sars nel 2003, mentre uno era un nuovo Coronavirus classificato come RaBtCoV/4991 e del tutto simile all’odierno Covid-19.

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Ma cosa lega il patogeno estrapolato da un pipistrello in una grotta della provincia di Yunnan al laboratorio di Wuhan? Sempre la virologa Shi Zhengli. Nel 2018, infatti, il laboratorio di Wuhan viene completato ed è proprio qui che l’esperta e il suo team portano i campioni prelevati, tra cui il RaBtCoV/4991, per studiarne il comportamento. Come il Covid-19 abbia “preso vita” e si sia velocemente diffuso in tutto il mondo, partendo proprio da Wuhan, rimane ancora oggi un mistero. È possibile che un animale selvatico, il famoso ospite intermedio individuato da molti nel pangolino, proveniente dal sudest della Cina sia poi finito nel mercato della capitale dell’Hubei dando vita all’epidemia? O magari uno degli scienziati del laboratorio è rimasto accidentalmente infettato, magari in maniera asintomatica, durante gli esperimenti e inconsapevolmente ha diffuso il nuovo Corornavirus? Domande alle quali non si hanno risposte e che, alla luce di questa nuova inchiesta, non fanno altro che aumentare dubbi e incertezze.

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