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Spagna, accordo Sanchez-Iglesias: governo di coalizione tra socialisti e Podemos

La decisione arriva a meno di 48 ore dalle elezioni di domenica 10 novembre in cui il partito del premier uscente ha preso il 28 per cento dei voti e i progressisti di Podemos hanno raggiunto il 12,8 per cento di preferenze

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 12 Nov. 2019 alle 17:46 Aggiornato il 12 Nov. 2019 alle 17:51
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Sanchez e Iglesias raggiungono l’accordo per formare un governo di coalizione

Il leader socialista spagnolo Pedro Sanchez e il leader di Podemos Pablo Iglesias hanno appena firmato un accordo di quattro anni per formare un governo di coalizione.

La decisione arriva a meno di 48 ore dalle elezioni politiche di domenica 10 novembre 2019, le quarte in meno di quattro anni, in cui il partito Socialista del premier uscente Pedro Sanchez ha preso il 28 per cento dei voti, ottenendo 120 seggi, e i progressisti di Podemos hanno raggiunto il 12,8 per cento di preferenze, pari a 35 seggi.

“Abbiamo raggiunto un pre-accordo per formare un governo di coalizione progressista che combini l’esperienza del Psoe e il coraggio di Unidas Podemos”, ha detto il leader di Podemos Pablo Iglesias in conferenza stampa congiunta con Pedro Sanchez. 

“E’ un accordo per quattro anni di legislatura. Sarà basato sulla coesione e la lealtà e aperto al resto delle forze politiche per costruire una maggioranza parlamentare”, ha dichiarato Pedro Sanchez, specificando che si tratta di un pre-accordo in quanto rimanda le nomine nella formazione dell’esecutivo a dopo il voto di fiducia.

“Il Psoe aprirà i contatti con il resto dei partiti politici per costruire una maggioranza parlamentare. Questo nuovo governo sarà rotondamente progressista perché formato da forze progressiste e perchè lavorerà per il progresso della Spagna e di ogni spagnolo. Ciò che non rientrerà sarà l’odio e lo scontro fra gli spagnoli”, ha continuato il leader del Psoe.

Iglesias ha garantito che nel prossimo esecutivo Sánchez potrà contare sulla lealtà di Unidas Podemos, e ha aggiunto che cercheranno l’appoggio necessario per superare il prossimo dibattito sulla fiducia. “Ciò che ad aprile era una opportunità storica – ha ripetuto Iglesias – è diventata una necessità storica”.

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