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Home » Esteri

Siria: gli Usa raddoppiano le truppe e inviano una delegazione a Damasco per incontrare i vertici di Hayat Tahrir al-Sham

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Un marine spara un missile anticarro durante un addestramento nella base di al-Tanf, in Siria. Credit: ZUMAPRESS.com / AGF

Washington considera ancora il gruppo un'organizzazione terroristica e ha portato a 2.000 i soldati di stanza in Siria

Gli Stati Uniti hanno raddoppiato le truppe schierate in Siria e hanno inviato una delegazione diplomatica nella capitale Damasco per incontrare le nuove autorità guidate dal gruppo jihadista Hayat Tahrir al-Sham, considerata ancora un’organizzazione terroristica da Washington.

Negli ultimi mesi, come annunciato ieri dal portavoce del Pentagono, il generale Pat Ryder, gli Usa hanno raddoppiato il proprio personale militare in Siria nell’ambito delle operazioni contro il sedicente Stato islamico (Isis), portandolo a circa 2.000 soldati. La maggior parte di questi sono di stanza presso la base militare istituita nel marzo 2016 nella zona di de-escalation di al-Tanf, un’area di 55 chilometri quadrati nel sud del Paese arabo, vicino al confine con Giordania e Iraq.

Intanto oggi, come riferisce il dipartimento di Stato in una nota citata dall’agenzia di stampa Reuters, una delegazione diplomatica di alto livello dell’amministrazione Biden è arrivata nella capitale siriana per incontrare alcuni rappresentanti di Hayat Tahrir al-Sham e della società civile per discutere con i siriani “la loro visione per il futuro del Paese e di come gli Stati Uniti possono aiutarli a realizzarla”.

Il primo gruppo di diplomatici statunitensi ad arrivare a Damasco dopo la caduta del regime ultracinquantennale di Assad comprende la vicesegretaria di Stato per il Medio Oriente, Barbara Leaf, l’inviato presidenziale per i negoziati sugli ostaggi, Roger Carstens, e il neo-nominato consigliere Daniel Rubinstein, a cui è stato affidato il compito di guidare gli sforzi del dipartimento Stato in Siria.

La delegazione americana ha incontrato il leader di Hayat Tahrir al-Sham, Ahmed Hussein al-Shar’a, nome di battaglia: Abu Mohammad al-Jolani, su cui negli Usa pende ancora una taglia da 10 milioni di dollari per terrorismo, nel suo quartier generale in un grande albergo della capitale. Secondo fonti citate dall’emittente qatariota al-Jazeera, durante l’incontro le parti hanno discusso la possibilità di rimuovere le sanzioni internazionali contro la Siria e di eliminare il gruppo jihadista dalla lista delle organizzazioni designate come terroristiche dagli Stati Uniti.

Un funzionario dell’ambasciata statunitense presente al vertice, citato dal portale israeliano online Walla, ha definito l’incontro “produttivo”, anche se, “per motivi di sicurezza”, le autorità locali hanno dovuto annullare la conferenza stampa precedentemente programmata dalla delegazione statunitense guidata dalla vicesegretaria di Stato per il Medio Oriente, Barbara Leaf.

Nei loro incontri con i nuovi governanti de facto della Siria, i funzionari statunitensi hanno discusso con i rappresentanti del gruppo jihadista una serie di “principi come l’inclusività e il rispetto dei diritti delle minoranze” che Washington vuole includere nel quadro per la transizione politica nel Paese arabo e chiesto anche nuove informazioni sul giornalista statunitense Austin Tice, sequestrato durante un reportage in Siria nell’agosto 2012, e su altri cittadini americani scomparsi durante il regime di Assad.

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