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Home » Esteri

Sessismo e stereotipi

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In Brasile le donne sono spesso viste come oggetto sessuale e fanno ancora fatica a scrollarsi di dosso questo stereotipo

Il velo che  indossano le donne arabe è visto generalmente come un simbolo di oppressione femminile, il diritto di indossare un bikini sulle spiagge di Rio, al contrario, come un simbolo di libertà. Ma Lourdes Garcia Navarro, una donna brasiliana che per anni ha lavorato in Medio Oriente, avverte che, al di là delle differenze sartoriali, il peso e le pressioni che la società mediorientale e quella latinoamericana impongono sulle donne possono essere quasi equivalenti.

“In un recente pomeriggio, ero seduta in un chiosco sul lungomare a guardare il carnevale in televisione trasmesso dalla più grande emittente brasiliana, Globo”, racconta Lourdes Garcia Navarro. Improvvisamente, una donna nuda è comparsa sullo schermo durante una pausa pubblicitaria. Non indossava nulla. Letteralmente nulla se non un sorriso e qualche glitter. Chiamata la “Globeleza”, è il simbolo della copertura del festival da parte di Globo, e appare ad ogni pausa pubblicitaria”.

Secondo Rosana Schwartz, storica e sociologa presso Università Presbiteriana Mackenzie a San Paolo, parte delle ragioni di una visione così sessista sono da rintracciarsi nella storia del Brasile, che fino al 1888 è stato il maggiore importatore di schiavi di ogni altro paese dell’America latina. Le schiave erano usate come oggetti sessuali del padrone, e il risultato è che dopo tanto tempo le donne brasiliane faticano ancora a liberarsi di questo stereotipo. L’ultimo caso a far discutere è stato quello delle magliette Adidas realizzate in occasione dei mondiali che si terranno a giugno e luglio in Brasile. Una di loro ritrae la foto di una donna in bikini con scritto “Cercando di segnare”, l’altra ha un cuore che allude al sedere di una donna. Il presidente Dilma Rousseff ha subito fatto ricorso a Twitter per criticare l’atto insensibile dello sponsor Fifa e le magliette sono state ritirate.

Secondo quanto riportato da Zeynep Zileli Rabanea, giornalista residente a San Paolo autrice di un recente articolo d’opinione su Aljazeera riguardante le molestie sessuali sul posto di lavoro, uno studio pubblicato nel 2006 ha rivelato che le molestie sessuali sono maggiori nei paesi latinoamericani rispetto agli Stati Uniti e all’Europa. “In Brasile, il tema delle molestie sessuali non è affrontato in modo serio”, scrive la giornalista, “Gli atti di molestia verbale o fisica, che sono prevalentemente compiuti dagli uomini sul posto di lavoro, sono generalmente trattati come semplici fastidi. Si ritiene che le donne siano tenute a gestire tali eventi abituali senza fare storie. C’è una tendenza per alcuni di interpretare tali atti come genuino interesse romantico piuttosto che come offensivi o discriminatori”. Nonostante il Brasile abbia un presidente donna, è uno dei paesi al mondo in cui essere donna è più pericoloso. Il paese latinoamericano è infatti settimo nella classifica dei paesi al mondo con il tasso più alto di violenza contro le donne e dati relativi al 2011 mostrano che ogni due ore una donna viene uccisa nel paese.

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