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Russia: lascia la figlia di 3 anni da sola in casa e va in vacanza. La piccola muore di fame dopo pochi giorni

A scoprire il corpo senza vita della bambina è stata la nonna, la quale ignorava il fatto che la nipote fosse stata lasciata da sola

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 13 Gen. 2020 alle 13:00
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Immagine di copertina

Russia: bambina di 3 anni morta dopo essere stata lasciata sola a casa

Una bambina di 3 anni è morta in Russia dopo essere stata lasciata da sola in casa dalla madre, che è partita per una vacanza.

L’orribile vicenda è avvenuta nel febbraio del 2019, ma è tornata alla ribalta della cronaca in questi giorni in seguito alle dichiarazioni della madre della piccola, che ha confessato le sue responsabilità.

Secondo quanto ricostruito da alcuni quotidiani, la 21enne Maria Plenkina, questo il nome della mamma, il 13 febbraio del 2019 è partita per una vacanza, lasciando Kristina, la figlia di 3 anni, sola in casa.

Quando la donna è tornata dopo una settimana, il 20 febbraio, è venuta a sapere che la figlia era morta.

A scoprire il corpicino senza vita della piccola è stata la nonna, Irina Plenkina, di 47 anni, la quale si è recata nell’appartamento per salutare la nipote, ignorando il fatto che la bambina fosse stata lasciata da sola dalla mamma.

Kristina è stata trovata nuda nell’appartamento dove viveva insieme alla mamma, nella città di Kirov, in Russia, in una stanza fredda e disseminata di spazzatura.

Secondo quanto stabilito dai medici legali, la bambina è morta di fame. Nel suo stomaco, infatti, è stato trovato solo una minima quantità di yogurt, pollo e salsicce, che la mamma aveva lasciato alla figlia.

Gli inquirenti, inoltre, hanno scoperto che la piccola per la fame ha provato anche a mangiare del detersivo in polvere.

Maria Plenkina ha trascorso la sua vacanza insieme a un’amica, Anastasia, la quale ha affermato che Maria gli aveva detto di aver lasciato la figlia alle cure di un amico.

La donna, che ora rischia dagli 8 ai 20 anni di reclusione, è stata dichiarata dagli psichiatri che si sono occupati del caso “sana” e “pienamente consapevole delle sue azioni”.

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