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Parigi, reduce della Shoah bruciata in casa. Procura: “È antisemitismo”

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La donna era sfuggita ai rastrellamenti del 1942 contro gli ebrei. La procura della capitale francese ha aperto un'inchiesta "per assassinio collegato all’appartenenza della vittima a una religione"

Il 23 marzo 2018, il cadavere di Mireille Knoll, 85 anni, è stato ritrovato per metà carbonizzato nella sua abitazione di Parigi.

Per il delitto, Da questa mattina un uomo di 22 anni, un senzatetto pregiudicato, è in stato di fermo. Sabato era stato fermato un vicino della signora Knoll, un uomo di 29 anni, anche lui pregiudicato e appena uscito di carcere. Sul corpo dell’anziana donna sono state riscontrate ferite da coltello, e la morte sembra essere stata causata proprio da queste ultime.

La donna era sfuggita ai rastrellamenti del 1942 contro gli ebrei.

La procura indaga per antisemitismo, mentre l’intera comunità ebraica è sconvolta.

La procura della capitale francese ha fatto inoltre sapere di aver aperto un’inchiesta “per assassinio collegato all’appartenenza della vittima a una religione” e per furto aggravato.

Sulla scena del delitto, i tecnici della prefettura hanno trovato diversi punti in cui sono state appiccate le fiamme. 

Il corpo dell’anziana donna, che viveva sola – il marito, anch’egli sopravvissuto ad Auschwitz, morì nei primi anni del 2000 – è stato trovato parzialmente bruciato poco prima delle 19 di venerdì sera, nel suo appartamento al secondo piano di un palazzo popolare nell’undicesimo arrondissement, dato poi alle fiamme.

L’anziana era sfuggita al Vel d’Hiv’ (Vélodrome d’hiver), il principale rastrellamento di ebrei avvenuto in Francia, con 13mila persone arrestate.

Nata nel 1932, riuscì miracolosamente a scappare da Parigi con la madre – che aveva un passaporto brasiliano – evitando il rastrellamento che nel 1942, a metà luglio, preparò la deportazione di 13.000 ebrei. Una delle pagine più oscure della storia della Francia, con ben 7.000 francesi collaborazionisti in azione agli ordini dei tedeschi.

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